I tuffi alle Eolie, Gregorio Paltrinieri campione olimpico dei 1500

14 agosto 2016 Sport Eolie

come può esserlo un ventunenne campione olimpico —. Lui non mi lasciava mai vincere. Allora mi arrabbiavo. Poi ho capito che è stato meglio così. Non dimenticherò mai l’emozione, la prima volta che me lo sono lasciato dietro». 

In acqua è stato gettato a tre mesi, e non ne è più uscito. La sua giornata tipo è: sveglia alle 7; due ore di piscina; colazione alla Phelps con uova e bistecca; altre due ore di piscina; palestra; nuotata serale. Fanno 19 chilometri al giorno. D’inverno va a ossigenarsi sulla Sierra Nevada. D’estate ha le gare: poche, e ben scelte. «Preferisco allenarmi. Non mi pesa, anzi, mi diverte. Seguo la linea tracciata sul fondo della piscina, le bracciate sono come un mantra: sempre uguali. Canto dentro di me un brano musicale. Perdo me stesso. Sento l’acqua. Trovo l’equilibrio. Non ho un cronometro interiore, però capisco se sto andando bene o male. Stanotte sono andato molto bene. Ma non pensate che sia stato facile. Una finale olimpica non è mai facile». Quando sei stato sicuro di aver vinto? «Non sono mai stato sicuro, fino a quando non ho toccato, alla fine dell’ultima vasca». Per tutta la gara sei stato sotto il record del mondo, poi… «Il record del mondo ce l’ho dentro. Lo farò la prossima volta».

È un bravo ragazzo, ma fuori dall’acqua veste come una star. Si è fatto fotografare sulle riviste in tutte le posizioni. Da junior, il suo idolo era Filippo Magnini, il fidanzato della Pellegrini: «Guardavo come si muoveva, cosa diceva, cosa mangiava». Ostenta benevolenza verso Gabriele Detti, che a Rio ha conquistato due bronzi, la prima notte sui 400 e l’ultima sui 1.500: un bravo atleta, ma uno scudiero. Greg, finto umile, è il nuovo portabandiera dello sport italiano, della generazione successiva a quella di Federica. Il maratoneta del nuoto. Uscito dalla vasca ha mandato un bacio a Letizia, la fidanzata, in lacrime: «La conosco dai tempi della scuola, stiamo insieme da quattro anni». C’erano anche mamma e papà, ovviamente. La signora Lorena lo vide uscire di casa a 17 anni, per andare ad allenarsi a Ostia: «All’inizio dissi no. Poi mio marito e Greg mi presero in mezzo.

E mi hanno convinto. Ne valeva la pena». Da giovane, Phelps — che ha vinto il ventitreesimo oro — diceva di saper solo mangiare, dormire e nuotare. «Io non so fare molto altro — ride Paltrinieri —. Ho provato a giocare a calcio, ma mi mettevano in porta. A scuola giocavo a basket, ma ero solo alto» (1 e 91). «Ora però mi sono iscritto all’università: scienze politiche. Prima o poi il nuoto finirà. Ma stanotte non ci voglio pensare. Sono troppo concentrato sulle mie emozioni».

 Aldo Cazzullo, inviato a Rio de Janeiro ( fonte www.corriere.it