Eolie:turismo in crescita

15 giugno 2011 Notizie Eolie

Ma andiamo ai dati diffusi. Secondo il Servizio turistico regionale sono aumentate del 22,02 per cento le persone che hanno scelto di trascorrere le proprie vacanze nelle isole Eolie. Solo nel mese di aprile, in coincidenza con la Pasqua, l’incremento sarebbe stato del 29,57 per cento. Ed ancora, le presenze negli alberghi sarebbero aumentate del 28,95, nelle strutture extra-alberghiere del 35,74 per cento. In forte crescita, sempre tra gennaio e aprile, gli stranieri: gli arrivi negli alberghi ammonterebbero ad un + 49,41%. Dato positivo anche nelle presenze: negli alberghi si sarebbe registrato un + 55,46 %, altrove +42,34 %. Sarebbero negativi, invece, i dati sulle presenze di turisti italiani, con un calo di arrivi negli alberghi (-18,79 per cento) e nelle altre strutture ricettive (-35,76). Lo stesso vale per le presenze: -8,87 negli alberghi e -1,44 altrove. Questi i numeri, sui quali, però, ci sono delle riserve da parte degli addetti ai lavori. «Prima di esprimerci – commenta il presidente Del Bono – vorremmo capire come sono stati elaborati i dati. Per i nostri associati rispetto al 2010 è cambiato poco o nulla. Per quanto riguarda l’estate, inoltre, siamo fortemente penalizzati, nelle prenotazioni, dalla guerra in Libia. A gennaio – prosegue – stavamo andando forte, poi il conflitto ha rovinato tutto». Ben che vada, dunque, sarà già un successo se si ripeteranno i numeri dell’anno scorso. Sui dati diffusi dal Servizio turistico regionale è intervenuto anche il presidente dei commercianti (Ass. comm. Eolie) Luca Chiofalo: «Il dato sul calo di presenze italiane – dichiara – è significativo e testimonia un complessivo abbassamento della “qualità” dei nostri ospiti, ormai quasi esclusivamente componenti di gruppi organizzati, che riempiono le strutture alberghiere (vorrei sapere a quali tariffe) ma spendono decisamente poco per il resto. Gli “strabilianti” numeri divulgati servono, dunque, a riempire le caselle statistiche, non certamente le casse di commercianti, tassisti, ristoratori e di quanti hanno investito su un turismo qualitativamente diverso». Chiofalo conclude con una raccomandazione agli amministratori: «Per gli anni a venire chiariscano, una volta per tutte, quale sarà la “politica turistica” per l’arcipelago, per consenterci di essere “pronti” a poter programmare se realizzare “gioiellerie” o convertirci tutti alla vendita di pizza e cartoline».