Una bambina di 10 anni di Filicudi ha scritto una lettera a Giorgia Meloni ” per studiare devo lasciare la mia isola”

25 Maggio 2026 Salina News - Eolie News

La mamma di Tiziana, che vuole restare a scuola a Filicudi: «Mia figlia è sempre triste. La lettera a Giorgia Meloni? È stata un’idea sua. Un bambino non è un pacco da spedire»

Tiziana sta per concludere la quinta elementare ma sull’isola è stato sospeso il corso di preparazione agli esami di scuola media. Alla famiglia è stato spiegato che, per poter frequentare le medie, la bambina dovrà lasciare Filicudi. Già dal prossimo anno altri due si troveranno nella stessa situazione

Mamma, qui nessuno ci sta aiutando: proviamo a scrivere a Giorgia Meloni». Tiziana, 10 anni, è la bambina di Filicudi che ha deciso di scrivere una lettera alla presidente del Consiglio per far sentire la propria voce. Tiziana sta per concludere la quinta elementare ma, da quando sull’isola è stato sospeso il corso di preparazione agli esami di scuola media (Cpe), il suo futuro scolastico è diventato un’incognita. Alla famiglia è stato spiegato che, per poter frequentare le medie, la bambina dovrà lasciare Filicudi, perché non sarebbe possibile inviare otto insegnanti per una sola alunna. Ne abbiamo parlato con la sua mamma.

Può raccontarci com’è la vita quotidiana di Tiziana a Filicudi?
«Tiziana va a scuola con i suoi compagni, tutti un po’ più piccoli di lei, con cui ha un bellissimo rapporto. Passa molto tempo con il nonno, gioca con i cuginetti, vive all’aria aperta. Filicudi è tutto il suo mondo, è cresciuta qui e qui ha tutti i suoi affetti».

Chi le ha suggerito di scrivere a Giorgia Meloni?
«È stata un’idea sua. La vede spesso in televisione e la percepisce quasi come una persona vicina, un’amica. Mi ha chiesto se poteva scriverle e io l’ho aiutata a mettere nero su bianco quello che sentiva. Poi, grazie ad alcuni giornalisti amici, la lettera è stata diffusa».

La mamma di Tiziana che vuole restare a scuola a Filicudi «Mia figlia è sempre triste. La lettera a Giorgia Meloni È...

«Dopo Pasqua ho contattato la preside della scuola e mi è stato detto chiaramente che non sarebbe stato possibile riaprire il Cpe. Mi sono state proposte tre alternative: fare la scuola parentale a casa, seguire le lezioni online oppure accompagnare ogni giorno mia figlia a Salina per frequentare le medie lì. Sono soluzioni con cui non mi sento assolutamente d’accordo. Ho provato anche a rivolgermi al Provveditorato di Messina, ma non ho proprio ricevuto risposta. A quel punto Tiziana mi ha chiesto: “Mamma, allora dove andrò?”. Io le ho detto che avremmo cercato una soluzione e lei ha deciso di scrivere quella lettera».

La mamma di Tiziana che vuole restare a scuola a Filicudi «Mia figlia è sempre triste. La lettera a Giorgia Meloni È...

Cosa comporterebbe andare ogni giorno fino a Salina?
«Vorrebbe dire accompagnarla in aliscafo ogni mattina: venti minuti all’andata e venti al ritorno, con il mare calmo, ma anche con il cattivo tempo, che qui è molto frequente. È un sacrificio, sia dal punto di vista pratico, soprattutto per Tiziana, sia economico, per me».

Dovrebbe accompagnarla lei?

«Sì. Sono una madre single e lavoro da casa qui a Filicudi. Organizzare quotidianamente questi spostamenti sarebbe complicato».

Lei stessa ha frequentato le medie a Filicudi?
«Sì. Quando ero ragazzina eravamo otto alunni e venivano due insegnanti che si alternavano nelle varie materie. Fino a due anni fa il Cpe era ancora attivo. Qui abbiamo una scuola bellissima, che stanno anche ristrutturando, dove i bambini frequentano dall’asilo fino alla quinta elementare. A noi basterebbe che venissero inviati due insegnanti. Inoltre a Filicudi abbiamo già un’insegnante di inglese. E il problema non riguarda soltanto Tiziana: già dal prossimo anno altri due bambini si troveranno nella stessa situazione».

«Sta soffrendo molto e per me è dolorosissimo vederla così. A volte, mentre gioca o mentre scrive, si mette improvvisamente a piangere. Anche le persone che le stanno vicino mi dicono che è cambiata, che appare spenta, che non sorride più come prima. Mangia poco. È una situazione che preoccupa me e anche i suoi nonni».

Se potesse parlare direttamente alla presidente del Consiglio, cosa le direbbe oggi?
«Le direi che anche lei è una mamma e ha una figlia più o meno dell’età di Tiziana, quindi può capire cosa significhi vivere una situazione del genere. Un bambino non è un pacco da spedire lontano da casa. Se vuole, può davvero comprendere quello che stiamo passando».

Credit Vanity Fair