Salina: Paolina Campo ha presentato alla biblioteca di Malfa il suo ultimo libro

22 giugno 2015 La Biblioteca Comunale di Malfa

che ha tracciato un excursus su Paolina Campo e sul contenuto dei suoi libri, ha preso la parola l’autrice che, intercalata da alcuni brani letti da Melina Ciccolo, ha descritto i passi più salienti del libro supportata dalla proiezione di immagini fotografiche d’epoca:

“L’autrice nata a Palermo, ha vissuto a Salina sino all’età di 12 anni.

Attualmente abita a Catania insieme alla sua famiglia. Laureata in filosofia, ha già pubblicato, per i tipi Bonanno di Acireale, “Era la mia casa” (2005), “Vi  acconto una storia”(2009), “L’uomo di Scalo Galera” (2012) e “A fine giornata” (2015). Paolina Campo ha trascorso la sua fanciullezza nell’isola eoliana, dove ritorna spesso per “respirare” l’atmosfera del passato e trarre spirazioni per le sue prossime fatiche letterarie.

Già, nel 2005, è stata ospite nella Biblioteca Comunale di Malfa durante il mese di agosto e, all’ombra dell’ultra centenario albero di mandarino situato nel terrazzo della Biblioteca medesima, ha parlato (accompagnata dalla chitarra e dalle canzoni di Antonio Famularo) delle sue opere.

I racconti e le poesie di Paolina Campo, nella sua prima pubblicazione (“Era la mia casa”), fanno riaffiorare nella memoria i ricordi di un tempo. Così scrive il prof. Giuseppe Montemagno “Nel libro si rievoca, con una punta di nostalgia, l’infanzia della scrittrice in una Salina ancora prevalentemente rurale, alle prese con la modernizzazione del dopoguerra. 

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Un paesaggio naturale incontaminato fa da superbo fondale ai ricordi” .

La lettura di questi libri ci aiuta a non dimenticare la realtà umana del nostro recente passato caratterizzato da consuetudini, da modi di dire e di fare che hanno subìto notevoli mutamenti e trasformazioni, ma che non possono scomparire del tutto dalla mente e dall’animo, perchè determinati valori devono sempre sopravvivere quali punti di riferimento per noi e per le nuove generazioni.

Un intreccio di ricordi, di preghiere, di memorie permeate dai colori del passato e che, ora, il tempo, ha prodotto le sue trasformazioni. Si tratta di episodi di una Sicilia antica che ci riportano alla mente e ci fanno conoscere antiche tradizioni e credenze popolari.

A tutto questo fanno da cornice i paesaggi dell’isola di Salina con il mare ed il cielo che s’incontrano e si scontrano nel grigio e nel blu, mentre si alternano giorni pieni di sole e di tempesta, durante i quali si muovono bambini, adulti e anziani fra giochi all’aria aperta e ansie e preoccupazioni di una vita dura, ma anche serena e pacata.

Ricette, preghiere e canzoni della cultura eoliana e siciliana contribuiscono ad arricchire le storie narrate con cura e passione che emanano l’amore degli isolani per la loro terra. Pubblicazioni che riguardano l’infanzia e il meraviglioso ed avvincente mondo delle fiabe. Parlare oggi dei bei ricordi dell’infanzia, della natura prodiga e generosa, delle dolci note musicali che raggiungono gli angoli più recònditi della nostra interiorità sembra una realtà d’altri tempi, qualcosa che appartiene ad un’altra epoca.

Tali argomenti, invece, si ripropongono, puntuali, con un’attualità sempre più crescente e necessaria nel tempo che passa, che ci consuma e che ci rinnova. O ancora come la descrizione puntigliosa ed efficace della raccolta dei capperi a Salina, che s’incominciano a raccogliere all’alba e “nessun pittore – scrive Paolina Campo – potrà rendere l’emozione di un quadro così perfetto: il mare e il cielo con tutte le gradazioni dell’azzurro sfumato dai vari colori dell’arancio che annunciano il sorgere del sole”.

“VI RACCONTO UNA STORIA” (2009):

Si tratta di un viaggio alla scoperta di se stessi, una riflessione sulla propria esistenza e sulle scelte che si compiono, con ricordi ed emozioni di una giovane donna che, trova un pò di pace in un mondo incantato, in uno spazio nel quale lei, eterna fanciulla, adesso un pò più lontana dai suoi doveri giornalieri di madre e moglie, riesce ad essere se stessa e vivere come in un sogno”.

La scrittrice, nel suo racconto, “fa un viaggio a ritroso nel tempo, si abbandona a pensieri ed atmosfere fluttuanti”. Il suo occhio è rivolto verso Catania e il rapporto con la montagna, il vulcano Etna e con il mare delle isole Eolie e di Salina in particolare.

“L’UOMO DI SCALO GALERA” (2012):

In un angolo di mondo dove il cielo e il mare si tenevano per mano, ogni cosa, ogni ricordo sembrava incastonato in un azzurro dalle mille sfumature”. Così Paolina Campo inizia la descrizione del suo terzo libro L’UOMO DI SCALO GALERA, pubblicato nel mese di luglio del 2012.

Quindi l’autrice continua la sua attività letteraria e ci porta nel recente passato e ci racconta storie, vicende, vicissitudini di personaggi isolani e ci fa conoscere e scoprire tanti aspetti della vita sociale malfitana. Il libro si apre con il racconto su un grande personaggio dell’800, l’Arciduca Luigi Salvatore Asburgo d’Austria, amante delle Eolie, a tal punto da descriverle, minuziosamente, in otto volumi. Da questo contesto le narrazioni si susseguono sino agli anni ’50 e ’60 con numerosi racconti come la luce elettrica. L’avvenire eoliano, L’emigrazione in America,

I Comuni eoliani, La tragedia del piroscafo Santamarina, Giovani soldati, Vittorio Brundu superstite di Cefalonia,

Guardiano del porto, Il Semaforo, Il dottore Marino Giuffrè, Antonio e Giovanni De Maria, i soprannomi, La Madonna del Terzito, Il Pellegrinaggio di Maria nelle isole Eolie, Don Giovannino Marchetti, la scuola dell’infanzia di Malfa ed altri titoli che riguardano l’alba ed il tramonto, il giorno e la notte. Il tono descrittivo di Paolina Campo è molto lineare, semplice, spontaneo.

Le varie storie, si susseguono una dopo l’altra e diventa una scoperta continua la conoscenza di aspetti singolari e peculiari che, senza la ricerca accurata e paziente di Paolina, noi non avremmo potuto mai sapere e conoscere, perchè tante cose sulla memoria storica e tradizionale dell’isola sono ormai scomparse. Paolina Campo ha contribuito, notevolmente, a salvare un materiale della cultura orale dell’isola di Salina che sarebbe andata perduta per sempre e non avremmo avuto l’opportunità di potere arricchire il nostro patrimonio culturale riguardante il recente passato.

“A FINE GIORNATA” (2015):

Torna ad incantarci, con i suoi racconti del recente passato, Paolina Antonietta Campo, dopo avere pubblicato diversi libri, che ci hanno consentito di conoscere e di scoprire aspetti insoliti della vita isolana: abitudini, consuetudini, momenti malinconici e lieti di personaggi noti e meno noti dell’isola di Salina e delle Eolie, senza tralasciare le loro caratteristiche principali ( ambiente naturale ed umano permeato da colori, profumi, attività agricole tradizionali e artigianali, storie, ricordi, sogni e fantasie) descritte con estrema semplicità e purezza d’animo.

Come anche il lungo ed estenuante viaggio di molti eoliani che, alla fine dell’Ottocento e dopo la seconda guerra mondiale, hanno lasciato le loro case e la loro terra natìa per trasferirsi oltreoceano. Così l’autrice ci fa vivere e rivivere un mondo ormai lontano e dimenticato, ma pieno di quei valori e contenuti che non si potranno mai estinguere nonostante i mutamenti e le trasformazioni che stravolgono e modificano la realtà esistenziale, sociale, artistica e culturale delle comunità e dei singoli individui.

Seduta sui sedili (bisòla) del terrazzo nella sua casa eoliana, all’ombra del pergolato di giorno o intenta a guardare il cielo stellato di sera , Paolina, nel provare forti emozioni, pensa alle persone che ha incontrato , dalle quali ha raccolto una serie di notizie, informazioni e storie che, accuratamente miscelate e aggregate, sono andate a formare un percorso descrittivo che ci assorbe in una lettura attenta, coinvolgente e commovente e che ci porta ad apprendere e comprendere tante piccole cose di una realtà sommersa dal tempo che scorre e copre ogni cosa nel silenzio e nell’oblìo.

Ma “A fine giornata” (così l’autrice ha voluto intitolare la sua recente opera letteraria) anche noi ci sentiamo appagati delle storie tristi e gioiose che abbiamo appreso nel leggere un racconto lineare e dettagliato, dove la figura del grande artista eoliano Virgilio Lo Schiavo (originario di Malfa e vissuto in Australia) è emersa nel modo più giusto ed appropriato.

Ritornano spesso nel racconto di Paolina i rintocchi delle campane che si diffondono nel paese malfitano dalla chiesa parrocchiale di San Lorenzo, dove Virgilio Lo Schiavo ha realizzato, nel suo interno, due stupendi dipinti che raffigurano il martirio e la gloria del santo patrono, per poi passare alle numerose opere pittoriche dipinte in Australia (Sydney, Melbourne , Brisbane) e che, oggi, rappresentano un immenso patrimonio artistico lasciato in eredità da un grande figlio delle Eolie. Un ringraziamento va, quindi, all’autrice, per averci trasmesso queste interessanti storie isolane d’altri tempi e d’altre epoche”.

Antonio Brundu