Salina:Edoardo Bennato in concerto sabato 22 settembre per la VI edizione del SalinaDocFest

21 settembre 2012 Salina News - Eolie News

quest’anno. Tre giorni di documentari, seminari, film; ed è proprio un lungometraggio ad aprire il Festival. “Cesare deve Morire” di Paolo e Vittorio Taviani che non saranno presenti, ma che hanno delegato il loro “Bruto”, Salvatore Striano, a leggere un messaggio firmato Vittorio, sul palco prima della proiezione del film. Il diario è una raccolta video delle giornate del festival, dove resistere per qualcuno è un dovere, per altri un piacere… “Otto film, che apparentemente raccontano il tempo che si è fermato, ma che tra le righe narrano una volontà di resistenza” – dichiara il direttore Giovanna Taviani – “la necessità di un altro futuro, diverso da quello che era il passato e diverso da quello che avevamo immaginato, al di là di quello che si è o che si è fatto, al di là di come o di dove si vive, al di là di quello che gli altri ci chiedono di essere. Otto film che vogliono capire cosa ci sta capitando. Nella società dell’immagine e dell’immaginario appiattito, il concorso del Salinadocfest – Esercizi di resistenza, racconta l’urlo dell’individuo, lo sbigottimento rispetto al tempo che corre più veloce di noi, che ci chiede di non invecchiare e che ci rende continuamente ed improvvisamente vecchi ed inutili.” Dopo la proiezione di Boatman, di Gianfranco Rosi (Italia, 1993, 56’), il film di esordio di uno dei più interessanti e premiati fra i documentaristi italiani e di Cadenas, di Francesca Balbo (Italia, 2012, 60)’, il primo appuntamento della sezione LeDonneRaccontano, sarà The Golden Temple di Enrico Masi (Regno Unito, Italia, Francia 2012, 70?) ad inaugurare le proiezioni dei documentari italiani che concorrono al Premio Tasca d’Almerita. Un film attualissimo, che racconta le trasformazioni del tessuto urbano londinese durante la preparazione delle olimpiadi, e dell’impatto di questo grande evento collettivo nella vita dei suoi abitanti. Il resto dell’anno, di Michele Di Salle e Luca Papaleo (Italia, 2012, 75?), invece, è ambientato proprio a Salina, dopo che il tempo estivo è finito e anche l’ultimo turista è partito: sull’isola restano un migliaio di abitanti, pronti a riprendere una vita regolata dai cambiamenti del mare e dal lento scorrere del tempo, all’ombra di due vulcani addormentati. La sequenza del concorso, si chiude con un’anteprima internazionale, Il limite di Rossella Schillaci, (Italia, 2012, 55?): dopo tre settimane di pesca in alto mare tra Lampedusa, la Tunisia e la Libia, la Priamo rientra a Mazara del Vallo. La storia parte da qui, dalla città che vanta la marineria più grande d’Italia nonché una folta comunità tunisina insediatasi tra le vie decrepite del centro storico, chiamato ironicamente la “Casbah”. In serata, il SalinaDocFest proporrà uno dei più importanti successi dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia: La nave dolce, di Daniele Vicari (Italia, 2012, 90’). Al termine di ogni proiezione – come è ormai consuetudine di un festival, che ha come principale vocazione la diffusione popolare del genere documentario – il pubblico potrà incontrare gli autori e discutere con loro le suggestioni dell’opera.

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