SalinaDocFest: la battaglia degli invisibili continua

20 settembre 2013 Salina News - Eolie News

 

Ora il festival è salvo” – dichiara Giovanna Taviani – “ma la strada da percorrere è ancora molto lunga. E il sogno non è che all’inizio.”

A giudicare i film in concorso quest’anno al Salinadocfest è una giuria popolare, selezionata fra i tanti appassionati che hanno seguito il festival in questi sette anni

. E a presiederla c’è una grande artista come Emma Dante, siciliana e ‘non documentarista’. A sottolineare che il documentario non è un oggetto misterioso destinato a cinefili e specialisti. Ma un cinema che ha ormai dimostrato di poter parlare al mondo, raggiungendo ancher il pubblico più popolare.

L’isola ha accolto questa scelta con un entusiasmo senza precedenti.

Quattro i film in concorso presentati oggi: Summer 82 di Salvo Cuccia e di Il muro e la bambina di Silvia Staderoli, film dichiaratamente soggettivi “in cui” – spiega Giovanna Taviani – “ c’è un io che dice io e che innesta sulla memoria storica di un paese (La Spezia per la Staderoli, Palermo e il concerto di Frank Zappa per Cuccia), i propri ricordi e le proprie emozioni personali.

Un paese, il nostro, che oggi sembra risvegliarsi da vent’anni di sonno della ragione, in cerca di una nuova identità politica e sociale.” Così ce lo racconta, Apolitics now! di Giuseppe Schillaci.. Mentre Pierpaolo Giorello, regista di Libri e nuvole, l’ultimo film in programma, ci parla delle infinite possibilità del sogno condiviso: “Se si rimane uniti è possibile fare qualcosa”

Nella suggestiva cornice di Portobello Lounge, uno dei locali ‘storici’ di Salina, verrà offerto agli ospiti un intermezzo ‘poetico’, proprio per raccontare lo stretto legame tra il territorio e il festival.

Teodoro Cataffo, poeta locale, lo racconta così: “l progetto, dopo una gestazione di anni, dopo un parto quasi clandestino, dopo uno svezzamento con latte di ideali, di solidarietà’, di denuncia , di presentazione, oggi apre le sue porte accomunando tutti quanti ne condividono le finalita’ e gli obiettivi. IL BENE COMUNE è sinonimo di adesione spontanea. SALINA è il nostro bene comune.”

 

In serata è prevista la proiezione del film di Emma Dante Via Castellana Bandiera. Alla regista andrà il Premio Dal Testo Allo Schermo, assegnato da comitato d’onore SDF.

 

 

Link per download foto film in concorso:

 

https://www.dropbox.com/s/p7cbw9zq0b35yw7/Foto_Apolitics%20Now!.zip

 

https://www.dropbox.com/s/xem4656qhnz7kq1/Foto_Il%20muro%20e%20la%20bambina.zip

 

https://www.dropbox.com/s/1dh4j3av74kdroa/Foto_Summer%2082.zip

https://www.dropbox.com/s/t2h5h92yq530q4v/Foto_Libri%20e%20nuvole.zip

 

SDF 2013

 

SABATO 21 SETTMBRE

 

 

 

Giuseppe Schillaci

 

APOLITICS NOW!_______________________________________________________________

 

Francia/Italia 2013, 55′

 

Fotografia Carlo Sisalli

 

Suono Danilo Romancino

 

Musica originale Gianluca Cangemi

 

Produzione musica Luca Rinaudo

 

Edizioni Almendra Music

 

Montaggio Laurence Miller

 

Produzione Giuseppe Schillaci, Dominique Tiberi

 

 

 

 

 

6 maggio 2012 : in Italia si vota per la prima volta dopo la caduta di Berlusconi. A Palermo – quinta città d’Italia, e luogo emblematico del caos politico della nazione e della crisi economica – ci sono 12 candidati per diventare sindaco: oltre a quelli espressione dei soliti partiti, quest’anno competono alcuni rappresentanti dei nuovi movimenti civili, da i 5 stelle di Beppe Grillo, al “Movimento dei Forconi “, i partiti di estrema destra , i comunisti, i vecchi democristiani, i generali della polizia in pensione, gli imprenditori. Molti di loro, con orgoglio, affermano che non sono né destra né di sinistra , e nemmeno di centro.  “Se in democrazia i politici rappresentano il popolo, il modo nel quale i politici ricercano il consenso rappresenta i vari aspetti della comunità. La scena a Palermo è quella di una umanità confusa, una nazione distratta da venti anni di Berlusconi, che si è svegliata da un incubo e sta cercando un nuovo leader, una nuova identità. E mentre l’Europa è testimone testimonia di scene apocalittiche, in Italia, come spesso accade, la tragedia è inevitabilmente percorsa da momenti di comicità. (Giuseppe Schillaci)

 

 

 

Silvia Staderoli

 

IL MURO E LA BAMBINA________________________________________________________

 

Italia/Francia 2013, 55′

 

con Riccardo Staderoli, Miriam Costa e Jetti Salvini

 

 

 

fotografia Bruno Fundarò

 

suono Gianluca Costamagna

 

montaggio Ilaria Fraioli

 

montaggio del suono e mix  Mikaël Barre

 

direttori di produzione Marco Serrecchia e Benedetta Marchesi

 

prodotto da Vivo film (IT) e Picofilms (FR) in coproduzione con ZDF in collaborazione con ARTE con la partecipazione di Centre national du cinéma et de l’image animée – contribution financière con il supporto di Mediateca Regionale Ligure e Genova-Liguria Film Commission con il contributo di Archivio Storico Oto Melara e Archivi Multimediali “Sergio Fregoso” sviluppato con il sostegno di Fondazione Libero Bizzarri

 

 

 

Silvia Staderoli parte per un viaggio alla (ri)scoperta di quei territori comuni alla sua memoria e a quella della sua città natale, La Spezia. Lei, che ha smarrito la sua identità quando era ancora bambina, durante gli anni del divorzio dei suoi genitori e quando suo padre si ammalò di schizofrenia. Durante quest’infanzia, anche La Spezia ha perso la sua identità, smarrendo la sua chimera, quella di essere la città militare più importante in Italia. Silvia Staderoli racconta queste due storie di perdita identitaria attraverso un film in cui la sfera intima e quella storica interagiscono, si sfiorano, si compenetrano. In cui il suo spazio privato entra in connessione con il territorio della città, alla ricerca d’interferenze, legami e corrispondenze possibili tra La Spezia e la sua infanzia, tra gli spazi privati dei suoi genitori e le zone militari, quegli spazi tabù rimasti per anni inviolabili. Corrispondenze che fanno dell’una la cassa di risonanza dell’altra. “Della mia infanzia a La Spezia mi restano pochi ricordi, qualche foto, un giocattolo e una domanda: la schizofrenia che ha colpito mio padre dopo il divorzio con mia madre è l’effetto di un problema congenito, o di un avvenimento di cui non sono al corrente? Il dubbio che la sua malattia sia legata in qualche modo al divorzio mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza, e la paura che si tratti d’un disturbo ereditario mi ha terrorizzata per anni. Ma a questa domanda i miei genitori non hanno mai voluto dare risposta. Oggi ho quindi deciso d’intraprendere un viaggio nel passato, e di condividerlo con la mia città di allora, come fosse una sorella. Perché mentre io vivevo il mio dramma familiare in un appartamento della sua periferia, La Spezia stava perdendo, come me, la sua identità, quella di città militare più importante in Italia. Quando sono nata, la mia città rappresentava l’orgoglio della marina italiana. Concepita come una città-caserma ha dovuto sottomettersi totalmente alla presenza dei militari sul suo territorio : tutti lavoravano nelle fabbriche di carri armati e nei cantieri navali, e i marinai erano parte integrante della sua economia. Ma dopo la caduta del muro di Berlino, La Spezia ha perso la sua importanza strategica nel Mediterraneo e si è trasformata lentamente in una grande caserma vuota.  Oggi conserva nella sua geografia le tracce d’una vera e propria ferita: un lungo muraglione, quello dell’Arsenale militare, che impedisce l’accesso al mare, molti territori abbandonati e inutilizzati, l’impossibilità d’affrancarsi dal suo passato militare. Ho deciso quindi di riconquistare queste due memorie lacerate ricongiungendole, come se condividessero lo stesso destino, e di raccontare queste due storie cronologicamente parallele, attraverso un film in cui la sfera intima e quella storica interagiscono, si sfiorano, si compenetrano. In cui il mio spazio privato entra in connessione con il territorio della città, alla ricerca di corrispondenze possibili” (Silvia Staderoli).

 

 

 

Salvo Cuccia

 

SUMMER 82 – When Zappa Came To Sicily______________________________________________

 

Italia 2013, 80′

 

conFrank  Zappa,Gail Zappa, Moon Unit Zappa, Dweezil Zappa, Diva Zappa, Mathilda Doucette, Megan Zappa, Massimo Bassoli, Steve Vai, Thomas Nordegg, Tanino Liberatore, Joe Travers

 

 

 

fotografia Clarissa Cappellani

 

montaggio Benni Atria

 

suono Antonio Barba, Davide Pesola

 

montaggio del suono Francesca Genevois 

 

mix suono Marco Saitta

 

musica Frank Zappa, Dweezil Zappa

 

produzione Eleonora Cordaro

 

post produzione Vincenzo Marinese

 

Una produzione Abra&Cadabra – Zappa Family Trust in collaborazione con Rai Cinema e Sicilia Film Commission

 

 

 

14 luglio 1982. Un ragazzo e suo padre attraversano l’Italia da nord a sud in macchina verso Palermo, l’ultima imperdibile tappa del tour europeo di Frank Zappa. Un viaggio indimenticabile, che culmina però in una grande delusione: il ragazzo non arriva in tempo al concerto del suo idolo. Quel ragazzo era Salvo Cuccia, che a distanza di trent’anni riprende in mano il biglietto mai staccato e ricostruisce i tasselli di quel momento particolare della sua vita. Il bisogno di connettersi con suo padre si intreccia inestricabilmente con la storia della famiglia di Frank, che grazie a quel concerto mancato ora visita la terra dei propri avi. E insieme alla moglie Gail Zappa, ai figli Moon, Diva e Dweezil e a Massimo Bassoli, grande amico e biografo del musicista, comincia un nuovo luminoso racconto fatto di incontri e ritorni in cui ciascuno è legato all’altro per completare il proprio viaggio. Un racconto fatto di musica e di famiglie, costellato di immagini inedite del tour del 1982. “La musica di Frank Zappa è sempre stata di ispirazione lungo il mio percorso artistico: grande dissacratore, mette in relazione mondi diversi incidendo con la sua opera il punto di contatto più forte tra il rock, il jazz, il funk e la musica colta del ‘900. Non avrei mai immaginato, però, di fare un film con le musiche e le immagini di Frank Zappa, di incontrare i suoi familiari, di diventare amico di Massimo Bassoli, di utilizzare i super8 di mio padre e coinvolgerlo a distanza di anni in questo racconto corale a cui partecipano anche mia moglie e mia figlia. La vita è fatta di materiali contrastanti e così anche l’arte, e a volte l’una cambia il percorso dell’altra, in un dialogo continuo” (Salvo Cuccia).

 

 

 

Pier Paolo Giarolo

 

LIBRI E NUVOLE___________________________________________________________________

 

Italia/Francia 2013, 85’

 

con Alfredo Mires Ortiz, Dina Vitón Casas, Nancy Huamán Campos, Sonia Elisabeth Aliaga Sánchez

 

 

 

fotografia Pier Paolo Giarolo

 

suono François Waledisch

 

montaggio Milena Holzknecht, Liza Ignazi

 

montaggio audio e mix Zaki Allal

 

produttoreValerio B. Moser, Andreas Pichler, Miramonte Film Pierre-Oliver Bardet, Idéale Audience

 

coproduzione ARTE France In associazione con Lucia Candelpergher CaravellaFilm Con il sostegno di Programme Media de l’Union Européenne, BLS–?Business Location Südtirol / Alto Adige, Centre National de la Cinématographie, Procirep – Société des Producteurs, Angoa In collaborazione con SRF Schweizer Radio & Fernsehen, RAI – Sender Bozen, Alfredo Mires Ortiz, Red de Bibliotecas Rurales de Cajamarca, Perù

 

 

 

In uno sperduto villaggio delle Ande Peruviane una ragazzina sta aspettando da giorni l’arrivo dei nuovi libri che una bibliotecaria trasporta a piedi, sulle proprie spalle. Le Biblioteche Rurali del Perù sono formate da poche decine di libri che una volta letti vengono scambiati fra le comunità. Messaggio e messaggero viaggiano insieme, in un paesaggio primordiale a pochi passi dalle nuvole; i libri camminano come camminano le persone. Leggere la terra, camminarla e conoscerla è il miglior modo per amarla e rispettarla. “Un film sull’esperienza delle biblioteche rurali implica un messaggio: se si rimane uniti è possibile fare qualcosa. Leggere un libro non è solo immagazzinare conoscenza, è liberare saggezza. Quando facciamo nostro un libro, lo “incorporiamo” come un seme, come una fonte; grazie a un libro ci sono persone che hanno imparato a cucinare, a tessere a combinare colori, a curarsi, a difendere i propri diritti. Ho voluto mostrare questa connessione forte fra lettura e pratica, non leggere tanto per leggere ma leggere come fosse un esercizio agricolo” (Pier Paolo Giarolo)