Salina: l’isola dei capperi

3 luglio 2015 Notizie Salina

 

I capperi sono immancabili, come il profumo di finocchio selvatico nei piatti e l’elicriso nei fossi. Mediterraneo, in questa stagione esplosivo, travolgente, totale.

I Capperi di Salina, dunque, Presidio Slow Food dalla fama meritatissima. A Pollara si comprano da Saporin Eoliani i. Basta arrivare nei pressi di Via Leni e gridare “Roberto”. Roberto (Rossello) arriva sempre, ti fa vedere la sua aziendina, le piante, la raccolta, la lavorazione. In qualche caso i fiori, bellissimo sacrificio ripagato dai cucunci.

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Capperi anche a Malfa, da comprare dal più grande produttore dell’isola (sic!), Virgona, tra i più importanti anche per il vino. Cappero che diventa un gelato originalissimo nelle mani di Martina Caruso, chef patron del Signum (gestito da tutta la famiglia).

Martina ha appena 25 anni e già tanta notorietà. In odore di stella, ma se non arrivasse sarebbe lo stesso.

Di stelle dalla terrazza mozzafiato del Signum ce ne sono in quantità.

Bellissimo questo albergo “diffuso”, che parte dalla classica architettura eoliana, autentico quanto elegante. Devo tonare per starci un po’, e per una cena come si deve.

Non lontano Capo Faro, dépendance Tasca d’Almerita.

Il faro, il relais, i toni chiari, l’atmosfera esclusiva, l’affaccio sul mare e le vigne di malvasia alle spalle. Giusto una sbirciatina, stavolta.

A Santa Marina, comune che ospita il porto principale, ho pranzato, e bene, al Cucinotta. A Linguaho assaporato il pane cunzato, che è altra cosa rispetto a quello siciliano.

Avvolta dal mare, Salina racconta storie di terra.

Ci abitano più 2 mila persone. Incredibile, per noi terrestri. Almeno quanto per loro il nostro stupore nel pensarli lì tutto l’anno.

Antonio Boco