Stromboli:il vulcano torna a dare spettacolo, oggi una forte esplosione intorno 12:20 con fuoriuscita di cenere e lava

12 gennaio 2013 Salina News - Eolie News

stromboli1passato si sono verificati già diverse volte.

Nonostante la maggiore intensità di queste esplosioni e le continue e frequenti colate di lava, siamo dinanzi ad un’attività vulcanica che rientra nella casistica, e tale fenomeno potrà durare anche mesi”.

Lo Stromboli è un vulcano non solo attivo, ma in continua attività da parecchi secoli e con frequenti esplosioni di moderata energia che generalmente permettono l’accesso al flusso turistico e le escursioni (anche 100 visitatori al giorno). Martini spiega che “quando aumenta l’esplosività, la Protezione Civile, poiché c’è maggiore esposizione da parte dei visitatori, emette dei comunicati che impediscono l’accesso alle aree a rischio, e quest’azione viene concordata proprio con i visitatori”.

L’attività del vulcano, detta appunto ‘stromboliana’, è interrotta soltanto da episodi occasionali di attività più intensa, accompagnata da flussi di lava, come di recente si è verificato nel 1975, nel 1985, nel 2003 e nel 2007. “Proprio nell’ultima, verificatasi il 15 marzo del 2007 – spiega ancora Martini – sono avvenute esplosioni di tipo parossistico dovute ad un’emissione di lava che ha provocato successive frane localizzate proprio nella Sciara del Fuoco”. I parossismi rappresentano le manifestazioni più energetiche dello Stromboli e consistono in violente ed improvvise esplosioni ‘tipo cannonata’ durante le quali avviene l’emissione sostenuta di scorie incandescenti, ceneri, bombe e blocchi litici a distanze considerevoli fino a raggiungere il mare.

stromboli3Nel 2007, vi fu una frana provocata proprio dall’instabilità della Sciara – osserva ancora il direttore. L’attività esplosiva del vulcano, infatti, favorisce questo processo di stacco provocando una frana consistente che scivola in mare e che può generare onde anomale”. E’ accaduto anche il 20 ottobre del 2002, quando in seguito ad una vigorosa ripresa dell’attività esplosiva, un costone del cratere sul lato nord dell’isola ha causato un piccolo tsunami, con la formazione di onde di grandi dimensioni.

Queste hanno invaso e ricoperto le località più basse lungo le coste dell’isola come Fico Grande e Scari, danneggiando le case prospicienti, le spiagge e le barche. A Ginostra, sul lato sud, hanno invaso il porticciolo di Pertuso. Le onde si sono sentite anche in tutte le altre isole delle Eolie e sono arrivate fino alla costa di Milazzo. Le eruzioni stromboliane più violente mai accadute in tempi storici risalgono al 1919 e al 1930. Per la prima volta continue colate laviche si riversarono anche al di fuori della Sciara del Fuoco, arrivando a lambire i centri abitati (Piscità fu sfiorata per appena 20 metri), provocando ingenti danni e numerose vittime, e causando un piccolo tsunami che generò un’onda di 2–3 metri che arrivò a provocare danni fino a Capo Vaticano, in Calabria.

“Oggi attraverso un sistema di monitoraggio gestito dalla Protezione Civile e tramite la sensibilità di specifici radar, possono essere registrati anche i più piccoli movimenti” – rassicura Martini -. Inoltre nell’area dello Stromboli esiste un sistema di allertamento che preavvisa la popolazione in caso di arrivo di tsunami, costituito dall’attivazione di particolari sirene (fondamentali in tutti i Paesi esposti a questo rischio come Indonesia e Giappone), che segnalano la presenza di onde anomale generate da uno tsunami o da un maremoto”.

Sabrina Mancaluso

Foto di Marta Di Maggio e Angelina Scibilia

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