Stromboli:comportamento ‘parossistico’ che si ripete ad intervalli di anni, caratterizzato da violente esplosioni

26 marzo 2012 Salina News - Eolie News

istituti scientifici (Sonia Calvari, Letizia Spampinato, Alessandro Bonaccorso, Clive Oppenheimer, Eleonora Rivalta, Enzo Boschi) ha chiarito i meccanismi che precedono il temibile evento esplosivo, elaborando uno specifico modello di comportamento dello Stromboli. E’ stato chiarito, infatti, che in entrambi i casi, l’esplosione parossistica e’ arrivata dopo la risalita fino ai crateri sommitali e il riversamento nella Sciara del Fuoco di una quantita’ di lava valutata in circa 4 milioni di metri cubi. Questo flusso ha provocato lo svuotamento dei condotti piu’ superficiali del vulcano e una decompressione che ha avuto come conseguenza il richiamo di magma fresco e ricco di anidride carbonica e altri elementi volatili dal serbatoio del vulcano, a oltre 6 km di profondita’. Un magma siffatto, risale tumultuosamente lungo i condotti e si riversa con violenza all’esterno, proprio come un fiotto di spumante dopo che e’ saltato il tappo. Quale importanza riveste, sia dal punto di vista scientifico che della protezione civile, la messa a punto del vostro modello che spiega il comportamento parossistico di Stromboli?. ’’Aver rilevato che un volume specifico di magma viene eruttato prima dei parossismi recenti (2003 e 2007) – spiega la ricercatrice Sonia Calvari della sede INGV di Catania – implica la possibilita’ di prevedere questi eventi, se riusciamo a misurare giornalmente il magma eruttato durante le fasi effusive. Queste misure del tasso eruttivo vengono condotte giornalmente, durante le crisi effusive, per mezzo del monitoraggio con telecamere termiche portatili utilizzate da elicottero, mezzo quest’ultimo solitamente messo a disposizione dalla Protezione Civile. Questa metodologia e’ stata messa a punto gia’ nel 2003, ed applicata alle crisi eruttive 2003 e 2007. Gli enormi volumi di materiale eruttivo che dallo Stromboli si riversano lungo la Sciara del Fuoco e poi in mare hanno anche evidenziato la possibilita’ di tsunami collegati a questi eventi. Spiega la ricercatrice Sonia Calvani: ’’Con un sistema di monitoraggio integrato e multidisciplinare ci si difende da questo rischio che coinvolge la sismicita’, le misure di deformazione del suolo, le caratteristiche petrologiche dei magmi eruttati e geochimiche dei gas emessi dai crateri sommitali, possiamo riconoscere ogni piccola variazione nello stato del vulcano. A questi molteplici strumenti di misura si associa un sistema di allerta sonoro, messo a punto dalla Protezione Civile, per avvisare gli abitanti in caso di pericolo. Quando questo si attiva, esistono nell’isola di Stromboli dei cartelloni che indicano i percorsi da seguire per mettersi rapidamente al sicuro, in zone ubicate oltre i 10 m di quota’’. ( Peppe Caridi)