Santa Marina Salina:trivellazione nel mare di Sicilia, il sindaco Lo Schiavo ha richiesto impugnazione articolo 38

6 dicembre 2014 Salina News - Eolie News

battuta, il dissenso verso un provvedimento che, così come congeniato e codificato, sancisce un assoluto accentramento dei poteri nelle mani dello Stato e che estromette le Regioni, gli Enti Locali e quindi le comunità locali dalla prerogativa di entrare nel merito di scelte fondamentali riguardanti il modello di sviluppo dei territori interessati.

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La preoccupazione si concentra anche sulle procedure previste che, semplificando la concessione dei titoli abilitativi per le attività di ricerca, prospezione ed estrazione sia in terra che in mare, mettono a rischio l’ambiente e contrastano in modo netto con le strategie di sviluppo sostenibile proposte, negli ultimi decenni, da molte amministrazioni locali siciliane. 

Santa Marina Salina e San Vito Lo Capo rappresentano, in questo senso, due eccellenze nel panorama regionale e nazionale: da anni ormai, entrambe le realtà, si fregiano ad esempio delle 5 vele, il prestigioso riconoscimento attribuito da Legambiente e dal Touring Club Italiano ai Comuni virtuosi che hanno brillato per la qualità dei servizi offerti sul territorio e per le forti politiche ambientali messe in campo dalle rispettive Amministrazioni.

Un riconoscimento questo che – sottolineano i Sindaci – “attesta in maniera netta quanto paghi puntare sullo sviluppo verde”. 

“La vocazione del territorio siciliano – sottolineano i Sindaci Lo Schiavo e Rizzo – è ben chiara a chi lo vive e dev’essere ben chiara a chi lo amministra: occupare oggi i nostri mari ed il nostro entroterra con impianti di trivellazione così come sono state occupate in passato le nostre coste dalle troppe raffinerie, rappresenterebbe un errore imperdonabile che non ci possiamo permettere. Soprattutto oggi – continuano – che la Sicilia si sta riproponendo, a fatica ma in maniera incisiva, sul mercato turistico nazionale ed internazionale e si prepara a vivere, ci si augura da protagonista positiva, la grande avventura dell’Expò 2015”. 

Il grido d’allarme alla politica siciliana è lanciato e proviene ormai da più parti: sono infatti ormai numerose le delibere di tante Giunte Municipali e di molti Consigli Comunali così come le manifestazioni di esplicito dissenso provenienti sia da privati cittadini che dal mondo dell’associazionismo.

La palla passa ora al Presidente Crocetta che, come prevede lo Statuto Siciliano, ha facoltà di procedere all’impugnazione del discusso articolo di fronte alla Corte Costituzionale.