Salina: sono arrivate Pamela e Penelope due asini panteschi, provenienti dalla riserva naturale dello Zingaro

15 agosto 2012 Salina News - Eolie News

nell’Isola di Salina ma poi saranno visibili su tutti i sentieri storici di tutte le altre isole dell’arcipelago delle Eolie. Pamela e Penelope sono fondamentalmente un’attrazione turistica: i due esemplari “femmine” di Asino Pantesco sono stati donati dal servizio Provinciale Azienda Foreste Demaniali di Trapani con l’auspicio che possano essere prolifiche anche a livello ambientale, al fine di mantenere e salvaguardare la specie protetta già in fase di estinzione. La storia delle due asinelle è molto particolare, considerato che la loro dimora era quella della Riserva Naturale dello Zingaro … e se si considera che sono state messe in sicurezza (trasferendole in una zona più adatta al loro habitat, cosa che potrebbe sembrare un segno promonitore e di buon auspicio per la loro vita!) prima del rogo che nei giorni scorsi ha distrutto gran parte della riserva stessa… Inoltre l’Azienda Foreste Demaniali di Messina diretta dall’architetto Giuseppe Aveni, che da quando guida quest’ente l’ha reso molto più attivo e funzionale per il territorio peloritano, ha iniziato un percorso virtuoso con il Comune di Lipari sottoscrivendo un protocollo d’intesa propedeutico alla redazione di progetti mirati e condivisi per la rinaturalizzazione del territorio e soprattutto per la loro salvaguardia a partire dal ripristino dei sentieri storici delle isole (Lipari, Filicudi, Alicudi, Panarea e Stromboli), meta di turismo internazionale che molto ha gradito e gradirà la presenza delle asinelle lungo i pendii che si inerpicano verso la cima dei crateri. La fruizione da parte dei turisti dei sentieri e dei percorsi ha visto negli ultimi tempi una grande attenzione sia per la riscoperta di elementi utili di Biodiversità riscontrabile e visibili e pertanto sta crescendo la sensibilità generale. A tale scopo, già sono stati redatti diversi progetti che hanno ottenuto il benestare dei sindaci isolani e della popolazione locale.

Peppe Caridi

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