Per i passeggeri sull’aliscafo che da Messina doveva portarli alle Eolie è stata un’odissea arrivare all’arcipelago

10 luglio 2011 Salina News - Eolie News

“L’aliscafo doveva partire da Messina alle 8.40. Il mio biglietto lasciava intendere che l’aliscafo fosse un diretto Messina-Vulcano”. Invece, arrivati in porto, la prima sorpresa. La tratta è molto più lunga: Messina, Reggio Calabria, Lipari, Vulcano. L’aliscafo parte da Messina con venti minuti di ritardo. A Reggio Calabria imbarca varie comitive di turisti, tra cui tanti stranieri: un gruppo di 21 russi in vacanza in Calabria che voleva fare un’escursione alle Eolie, una signora francese con quattro bambini, alcuni tedeschi. Superata Punta Faro, passate da poco le 10.30, l’aliscafo improvvisamente rallenta. “Sarà il traffico marittimo”. Minuti di interrogativi, l’equipaggio sembra restio a comunicare ai passeggeri cosa accade. Finalmente la notizia: il personale si scusa per il problema, ma l’elica ha agganciato una corda e non si può più proseguire. Si torna a Messina, a motore lentissimo. Al porto i passeggeri, senza neanche la possibilità di rifocillarsi, vengono fatti salire su un altro aliscafo, “sembrava un catorcio”, dice la signora, “e doveva essere già fermo in porto. Un passeggero del Nord Italia ha pure espresso dei dubbi sul funzionamento della vettura, perchè dal motore veniva un rumore strano”. Si riparte alle 12.10, direzione Lipari. A Punta Faro, per ironia della sorte, l’aliscafo rallenta di nuovo. Sono le 13.10. Tra i passeggeri l’esasperazione si trasforma in rabbia: gli animi si riscaldano, sembra che la situazione possa degenerare ai danni del capitano dell’aliscafo, che non vuole ammettere il nuovo guasto. “L’equipaggio ci ha detto che avrebbero cercato di riparare il danno alla meno peggio per farci arrivare a Milazzo, e da lì salire su altre vetture per raggiungere le Eolie”. Niente da fare: si tratta del filtro della nafta e si deve ritornare indietro, di nuovo. “Ci dicono che ci faranno salire su un catamarano dell’Ustica Lines e che, chi non vuole più raggiungere le isole, potrà avere rimborsato il biglietto”. Arrivati nuovamente in porto alle 14.30, l’ennesima beffa. Il catamarano non andrà direttamente a Lipari, ma seguirà la tratta Messina, Reggio Calabria, Salina, Lipari, Vulcano, perchè si deve seguire la rotta dell’aliscafo che doveva partire da Messina alle 13.30, che non è arrivato. I passeggeri, stanchi e inferociti, vengono pure invitati a fare presto perchè il catamarano parte a breve: “Ma dov’è il diritto di riprotezione? Ore ed ore chiusi sulle vetture senza potersi rifocillare, un ritardo incredibile, l’equipaggio per niente cortese, per non parlare delle perdite economiche dei viaggiatori: ci sono passeggeri che avevano prenotato gite organizzate; altri avevano la coincidenza per Panarea e Stromboli nel pomeriggio e non arriveranno a prendere l’ultimo aliscafo, perdendo un giorno di soggiorno. Ma che figura facciamo con i turisti stranieri?”. Il catamarano è partito alle 14.40 dal porto di Messina. Sei ore di ritardo e una rotta diversa (e più lunga) di quella prevista. Arriverà a Vulcano (se tutto va bene) alle 19 di stasera: la signora ha rinunciato al weekend eoliano ed è rimasta a Messina. I 21 russi sono tornati in Calabria, rinunciando anche loro alla gita alle Eolie. Chissà cosa ne penseranno dell’Italia in cui si impiegano tre ore per andare da Milano a Roma, e 10 per raggiungere Vulcano da Messina. . .