Panarea:restauro geoambientale contro l’erosione che mette a rischio i momunmenti

8 settembre 2011 Salina News - Eolie News

Già l’erosione dei sedimenti più fini costituiti da sabbia e ciottoli di piccole dimensioni sta facendo affiorare il substrato roccioso e massi di grosse dimensioni che rendono progressivamente infrequentabili le spiagge con gravi ripercussioni sull’economia turistica isolana. Si valuta che ogni metro quadrato di spiaggia eroso causi la perdita di un fatturato annuo di alcune migliaia di euro. L’erosione delle spiagge rende più devastante l’impatto delle onde durante le forti mareggiate con conseguente aggravamento delle condizioni di precaria stabilità dei versanti sub verticali incombenti sulla fascia costiera. I crolli stanno assottigliano il sottile istmo sul quale corre il sentiero che consente l’accesso all’insediamento preistorico e rendo pericolose parte delle spiagge. Le mappe catastali risalenti ad alcune decine di anni fa consentono di ricostruire la linea di riva preesistente, come schematizzato nella figura seguente con la linea verde punteggiata. L’immagine principale a corredo dell’articolo illustra le principali problematiche che attualmente minacciano la zona di Cala Junco. La linea rossa indica schematicamente i versanti sub verticali interessati da continui dissesti; con il rosa trasparente è ricostruita schematicamente la dimensione delle spiagge come apparivano al momento del rilievo catastale; con il giallo trasparente sono rappresentate le spiagge attuali costituite da ciottoli interessate da progressiva ed irreversibile erosione. Il patrimonio naturale ed archeologico dell’isola corre gravi rischi di irreversibile degrado in seguito alla naturale evoluzione. Anche grazie a questo patrimonio Panarea attira un turismo qualificato. Come tutti i monumenti fatti dall’uomo hanno, prima o poi, necessità di interventi di restauro, anche i monumenti ambientali naturali necessitano di qualificati interventi di restauro geoambientale, tali ad esempio da ricostituire la linea di riva come si presentava alcune decine di anni fa. Si tratta di interventi di ricostruzione delle spiagge mediante trasporto e accumulo via mare di sedimenti della stessa natura e colore di quelli esistenti. Il ripascimento con sedimenti tipo ghiaia con ciottoli arrotondati di dimensioni variabili da mezzo centimetro ad alcuni centimetri rappresenterebbe una garanzia per il restauro geoambientale delle spiagge e sarebbe anche duraturo in quanto la ghiaia adeguatamente sistemata non viene, come accade per la sabbia, asportata dalle mareggiate.Panarea, restauro geoambientale contro l’erosione che mette a rischio i monumenti Per quanto riguarda i versanti incombenti sulle spiagge e quelli su cui si trova il sentiero di accesso all’Insediamento preistorico possono essere adeguatamente sistemati con una sinergia tra interventi strutturali con elementi naturali e artificiali opportunamente mascherati e interventi di ingegneria naturalistica, sempre ispirandosi ad interventi di restauro ambientale evitando il ricorso ad interventi in regime di somma urgenza molto spesso applicati quando si invoca la “protezione civile”. Per quanto riguarda i versanti incombenti sulle spiagge e quelli su cui si trova il sentiero di accesso all’Insediamento preistorico possono essere adeguatamente sistemati con una sinergia tra interventi strutturali con elementi naturali e artificiali opportunamente mascherati e interventi di ingegneria naturalistica, sempre ispirandosi ad interventi di restauro ambientale evitando il ricorso ad interventi in regime di somma urgenza molto spesso applicati quando si invoca la “protezione civile”.

Ordinario di geologia e Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II

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