Panarea:in vacanza Rod Stewart con la moglie per festeggiare il loro anniversario di matrimonio

6 giugno 2012 Salina News - Eolie News

È stato il capitano della nazionale cantanti. Il calcio è la prima vocazione di Stewart, tanto da avere la possibilità di ottenere un contratto da professionista, ma la sua passione per la musica, iniziata cantando nei gruppi skiffle di Londra, si rafforza con un tour europeo del cantante folk Wizza Jones, che lo porta con sé come corista. Nel 1964 entra ed esce da gruppi british blues, suonando con John Paul Jones, futuro bassista dei Led Zeppelin, Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry. Successivamente entra nell’orbita di Jeff Beck, dove conosce Ron Wood, con il quale stringe un’importante e duratura amicizia. Nel 1969, il Jeff Beck Group si scioglie, ma insieme a Wood, lo scozzese si unisce ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da questo momento, la carriera di Stewart si dipana lungo il versante solista e quello del gruppo. The Rod Stewart Album del 1969, ottiene qualche timido riscontro in USA, ma non in patria, dove sono i Faces ad avere una discreta notorietà. Tuttavia nel 1971 il suo terzo LP, succeduto a Gasoline Alley grazie al singolo Maggie May, sfonda. La cosa avrà inevitabili ripercussioni nei Faces, cui il frontman farà pesare il nuovo status di star. È l’inizio di un periodo d’oro: oltre a Maggie May, tutti i singoli estratti avranno un successo impressionante, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story, e Mine for Me scritta insieme a Paul McCartney. La popolarità di “Rod the Mod” contribuisce a spingere le vendite dei dischi dei Faces, ma nel 1975 il divorzio si consuma. Il cantante vive un momento d’oro; ogni suo singolo si impone con una facilità stupefacente: Sailing e Tonight’s the Night lo impongono come superstar ma evidenziano il suo allontanamento dal rock in favore di un romantico soft rock, a cui fa da contrappeso la sua ruvida voce. I cambiamenti di stile non lo spaventano: nei primi anni ottanta introduce elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantiene saldamente in testa alle chart per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo assai popolare come personaggio, specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuiscono: lui stesso rimane preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici e il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, il cui video fa anche da sigla per il Festivalbar nel 1984, ma non si devono dimenticare brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (di nuovo insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young o My Heart Can’t Tell You No, che diventano dei classici degli anni ottanta. Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell’ottimo Vagabond Heart, incide insieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love per la colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», è scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse il numero uno del Billboard Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane. Nel 1998, Stewart decide di ritornare alle origini, ma un brutto colpo al suo tentativo di recuperare una credibilità rock gli viene dallo scarso successo di vendite dell’LP When We Were the New Boys, in cui le chitarre e la voce tornano alle classiche tinte rock di un tempo. Forse anche per questo i due dischi successivi, Human e It Had to Be You, seguono altre strade: quella del soul per il primo, quella dello swing per il secondo, che esce nel 2002 ed è composto da reinterpretazioni standard del canzoniere americano. Il secondo volume di quest’ultimo progetto, As Time Goes By…, vede la luce nell’autunno 2003 ed è seguito da un terzo nel 2004, che gli vale il primo posto nelle classifiche USA dopo 25 anni, Thanks for the Memory, nel 2005 e infine Fly Me to the Moon…The Great American Songbook Volume Vnel 2010 (disponibile anche in versione “Deluxe” con 2 CD e 6 brani aggiuntivi). Nel 2004 il brano Young Turks è stato inserito nella colonna sonora del videogioco della Rockstar Games, Grand Theft Auto: San Andreas. Nel 2007 esce Still the Same… Great Rock Classics of Our Time, raccolta in cui Stewart reinterpreta successi della storia rock degli anni sessanta e settanta. Con queste sette pubblicazioni di pezzi storici della musica americana, Stewart ha venduto circa 20 milioni di copie. Nei suoi oltre quarant’anni di carriera, Stewart ha ottenuto ventisette prime posizioni nella classifica mondiale dei dieci singoli più venduti. Nel 2001 riceve il Diamond Award of World Music per aver superato i 100 milioni di dischi venduti nel mondo ma è stato stimato che le vendite dei suoi dischi ammonterebbero a un totale di 200 milioni di copie, facendone uno degli artisti che hanno venduto più album di tutta la storia della musica. Nel 2009 esce la coraggiosa raccolta Session 1971-1998, un interessante cofanetto di 4 CD che racchiude versioni alternative di molte canzoni celebri del cantante oltre a una serie di inediti mai pubblicati. Nel 2010 è la volta di Soulbook, un album di classici brani Soul della storia della musica come You Make Me Feel Brand New (con Mary J Blige), What Becomes of the Broken Hearted, My Cherie Amour(con Stevie Wonder) e molti altri pregevoli pezzi magistralmente interpretati. Di questo CD sono in commercio due versioni di cui una con le bonus track Only the Strong Survive e Never Give You Up. Controversie Nel mese di ottobre 2011, Rod Stewart, Eros Ramazzotti, Sting, Julio Iglesias ed Ennio Morricone hanno tenuto concerti a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, come eventi principali del festival culturale che vi si organizza con periodicità annuale.[1] Le polemiche nascono dal fatto che il festival è considerato espressione del potere dittatoriale di Islam Karimov, la cui figlia, Gulnara Karimova, è promotrice e organizzatrice dell’evento.[1] Il festival fornisce uno strumento di visibilità, propaganda e consenso a uno dei peggiori regimi del pianeta, considerato, secondo i rapporti di Human Rights Watch, tra i più truci e repressivi del mondo, tanto da contendersi il primato negativo con i regimi di Corea del Nord e Birmania.

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