Nessuna intermediazione per lo sconto del 20% a tutti gli eoliani emigrati in Australia

22 novembre 2011 Salina News - Eolie News

Lo stesso Daniele Corrieri riteneva, quindi, di estrapolare parte del confronto (due suoi post ed un mio commento di una riga e mezza a fronte di molteplici chiarimenti da parte mia) e di inviarlo ad alcune testate online che a loro volta decidevano di pubblicarlo. A mio modo di vedere questo modus operandi fornisce lo spunto per due principali riflessioni. La prima, nasce dalle perplessità che potrebbero assalire chi amministra e chi fa parte di un blog (in questo caso, in forma di gruppo su facebook), i cui post o commenti diventano a questo punto a costante “rischio” di essere pubblicati su testate giornalistiche online. In questo caso, è evidente che sia la pubblicazione parziale e vistosamente incompleta (come in questo caso) sia l’assenza del contesto specifico (appartenenza a un gruppo specifico su faceboook che argomenta su una serie di questioni) sia l’apertura a un audience più ampia, indistinta e che non ha seguito le “conversazioni” precedenti sia l’utilizzo di un mezzo di comunicazione con una caratura e una credibilità ben diversa, non possono che snaturare il senso e l’obiettivo del messaggio complessivo. La seconda riflessione, sempre per le anzidette motivazioni, potrebbe far sorgere qualche dubbio ai direttori delle testate giornalistiche – che ben conoscono le dinamiche e la natura dello strumento in questione (fecebook) – in merito a se e come pubblicare dei post senza snaturarne il senso e senza arrecare un disagio a chi sicuramente non pensava che il proprio post o commento sarebbe poi finito su una testata giornalistica online. Fatta questa doverosa premessa – che non intende in alcun modo esprimere giudizi ma semplicemente stimolare delle riflessioni costruttive – e considerato che è stato deciso di far assurgere un parziale scambio di commenti su facebook al rango di notizia da pubblicare, non posso esimermi dal fornire alcuni probabilmente stucchevoli chiarimenti. È evidente che il pagamento di una commissione a un intermediario (dettagliante o grossista, tradizionale o online che sia) è dovuto solo a fronte di un servizio di intermediazione effettivamente reso. Tale servizio, nella maggior parte dei casi, presuppone l’esistenza una rete di vendita (che fa spesso ricorso anche ad altri livelli di intermediazione) e l’attivazione di una serie di strumenti di comunicazione e commercializzazione del prodotto. È indiscutibile che l’erogazione di tale servizio ha un costo e quindi un prezzo che prevede dei margini di guadagno per il soggetto intermediario. La commissione rappresenta pertanto il ricavo del soggetto intermediario ed è giusto calcolarla e pagarla laddove la struttura ricettiva abbia deciso di avvalersi di tale servizio, a fronte di un regolare contratto (anche de facto). Nel caso di specie, trattandosi di un’iniziativa promozionale da noi stessi attivata – nell’ambito della missione promossa dall’associazione Circe in Australia con l’obiettivo di promuovere il turismo di ritorno – attivando un canale diretto tra le strutture ricettive eoliane e gli “eoliani di Australia”, non ha alcun senso né prevedere una commissione né tantomeno parlare di “scorporo di agenzia”, considerato che non è stato erogato alcun servizio di intermediazione e che l’azione promozionale è stata condotta e sostenuta direttamente dall’associazione. È evidente che solo una visione che da per scontata la presenza dell’intermediazione come unico (o prevalente) modello di business per la vendita del prodotto ricettivo, può definire uno sconto del 20%, addirittura, come uno “scorporo di agenzia”. Com’è altresì lapalissiano che prevedere uno sconto maggiore rispetto a quello stabilito, precluderebbe proprio la possibilità di coinvolgere degli eventuali intermediari nella commercializzazione del prodotto in questione perché allo sconto bisognerebbe poi sommare anche la commissione.

Christian Del Bono Presidente Federalberghi Isole Minori della Sicilia Presidente Federalberghi Isole Eolie

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