Lipari:si sono concluse le indagini sull’omicidio Biviano, giudizio immediato per Roberto Cannistrà

27 aprile 2012 Salina News - Eolie News

grave e tragico episodio che ha scosso le festività natalizie delle Eolie. Il sostituto procuratore Mirko Piloni, ricevuti gli atti si appresterebbe a chiedere il giudizio immediato per l’indagato Roberto Cannistrà. Le accuse mosse all’operaio di Quattropani sono di omicidio volontario aggravato dalla contestata rapina dei preziosi avvenuta con le ulteriori aggravanti dell’uso del coltello con cui è stata poi uccisa la donna che avrebbe sorpreso l’uomo all’interno della casa. Il giudizio immediato si chiede solo quando il quadro indiziario è corroborato dall’evidenza della prova. Nella fase delle indagini preliminari sono state infatti emesse due ordinanza di custodia cautelare, la prima per l’omicidio e ciò a seguito dell’esito della comparazione degli esami del Dna su un numero considerevole di persone che potrebbero aver avuto contatti con la donna. La seconda ordinanza di custodia cautelare è stata invece emessa successivamente per la rapina dei preziosi ritrovati in una negozio “Compro-oro” di Messina. Anche al reato di rapina si contestava l’aggravante dell’uso del coltello utilizzato per sgozzare la donna la quale, intorno alle 20 della sera del 24 dicembre, avrebbe sorpreso l’assassino quando ancora si trovava all’interno della casa presa di mira. Si sa già, come anticipato dai difensori gli avv. Luca Frontino e Gaetano Orto, che Roberto Cannistrà non sceglierà riti processuali alternativi e quindi l’omicidio di Eufemia Biviano sarà discusso in Corte d’Assise a Messina. Nonostante il quadro indiziario lasci pochi margini circa la definizione della pena finale che potrebbe arrivare fino all’ergastolo, i legali dell’indagato sono tuttavia ottimisti e ritengono labili alcuni indizi raccolti dagli inquirenti a sostegno della colpevolezza dell’indagato. Alla luce degli atti depositati si apprendono nuovi particolari. Il medico legale Giulio Cardia, ha stabilito intanto che il delitto è avvenuto intorno alle 20 della sera del 24 dicembre, precisamente la vigilia di Natale. Lo stesso consulente dell’accusa attribuisce il decesso della donna a “choc emorragico conseguente a multiple ferite da punta e taglio”. Decisiva per le indagini si è rivelata l’ispezione dei carabinieri del Ris compiuta il 26 dicembre, due giorni dopo il delitto, all’intero dell’abitazione della donna. Ispezione effettuata grazie al “luminol”, il fascio di luce utilizzato dal Ris per rilevare tracce di sangue non visibili all’occhio umano. E infatti con le fonti luminose a diversa lunghezza d’onda, è stato possibile rilevare tracce biologiche sull’asciugamano del bagno, posto accanto al lavabo. Altre tracce di sangue sono state rilevate sul lavabo in prossimità della manopola sinistra. Le successive attività scientifiche hanno permesso di stabilire che le tracce si riferivano a sangue mescolato: della vittima e di un uomo. Poi la comparazione del dna con tracce di “campioni salivari” prelevati a “numerosi soggetti di interesse operativo”. Da questa comparazione è stato possibile risalire al profilo genetico di Roberto Cannistrà. Poi il sequestro dele scarpe avvenuto dopo l’arresto su cui sono emerse nuove tracce. Un ulteriore riscontro del possibile ferimento dell’indagato a seguito di una reazione delle vittima, è dato dall’ispezione corporale a cui Cannistrà fu sottoposto la sera stessa del giorno dell’arresto che permise di riscontrare ferire agli avambracci da cui potrebbe essere fuoriuscito il sangue ritrovato nel bagno della casa. Decisivo invece è stato anche il ritrovamento della refurtiva, i preziosi che l’assassino ha tentato di rivendere in un negozio cosiddetto compro oro di Messina. Il sospetto che fosse stato compiuto un furto o una rapina, era emerso fin dai primi istanti perché nel portafoglio della donna e nemmeno in casa, non è stato trovato denaro contante. Infatti è risultato, grazie alla testimonianza di un uomo di Milazzo, Paolo Galletta, che il 28 dicembre scorso Roberto Cannistrà si fece accompagnare in auto dallo stesso testimone fino a Messina dove nel negozio “Golden 2000” di via Garibaldi 130 gestito da Francesco Barca furono venduti gli oggetti in oro e che i parenti riconobbero essere stati di proprietà di Eufemia Biviano. ( Gazzetta del Sud di Leonardo Orlando)