Lipari: non si puo’ morire prima di nascere, dalla procura partiti 2 avvisi di garanzia

11 marzo 2012 Salina News - Eolie News

stata trasportata con l’elisoccorso nella città dello Stretto. La donna, alla trentaduesima settimana di gravidanza, si era presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Lipari alle 18,20 di venerdi’, accusando forti dolori al fianco destro. Visitata dal ginecologo di turno, veniva sottoposta a esame ecografico per il controllo del battito fetale che evidenziava una “marcata bradicardia fetale” e “piccola lacuna placentare”. Durante la valutazione, circa la possibilità di intervento chirurgico per taglio cesareo (intervento da eseguire in anestesia spinale, stante la momentanea indisponibilità degli strumenti anestesiologici della sala operatoria), veniva ricontrollato il battito fetale e si constatava la morte endouterina del feto, e quindi, si richiedeva l’intervento del 118 per il trasporto dal presidio ospedaliero. di Lipari a quello di Patti. A seguito del decesso del feto, venivano effettuate le cure alla paziente, in attesa dell’elicottero (prima dell’arrivo passeranno ben due ore ndd) per il necessario trasferimento ad altro presidio ospedaliero dotato di rianimazione e servizio immuno trasfusionale, stante la possibile evoluzione in coagulazione intravasale disseminata (cid) per la paziente. Intono, alle 20, 30 giungeva l’elisoccorso che trasportava la donna al “Papardo”. Subito dopo però nell’isola esplodevano le polemiche. Il sindaco Mariano Bruno ha richiesto una indagine al ministro alla salute Renato Balduzzi e all’assessore regionale Massimo Russo parlando di “tragedia annunciata” dopo che era stato chiuso il punto nascita dell’ospedale, con decreto fortemente contestato dagli eoliani con cortei, scioperi, cartoline al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e financo con ricorso al tar e denuncia alla procura per “interruzione di pubblico servizio”, presentati dal sindaco Bruno e dal presidente della commissione sanità Giacomo Biviano. I presidenti del comitato “Voglio nascere” a Lipari e di CittadinanzAttiva, Saverio Merlino e Marcello Tedros hanno richiesto una ispezione delle commissioni nazionale e regionale alla salute e l’intervento del tribunale dei diritti del malato. L’Asp di Messina ha precisato che “la presenza, di due medici ginecologi e di un anestesista, presenti a Lipari nel momento dell’evento, non può consentire quella giusta sicurezza che deve essere garantità ai pazienti. Un presidio con soli 26 posti letto, di cui 12 di area medica, 10 di area chirurgica e 4 di mcau, non può avere, come non ha, tutti i servizi che in modo strumentale vengono invocati per finalità non attinenti all’organizzazione sanitaria”. Alle Eolie – però – si è di tutt’altro avviso e si ribadisce la richiesta di poter disporre di un punto nascita aperto e adeguato a norma di legge. L’indignazione è giunta anche dall’Australia ove vivono ben 36 mila eoliani. “Mai si eri caduti cosi’ in basso a Lipari, tanto da morire prima di nascere. Ma cosa sta accadendo?” si è chiesto Marcello D’Amico, nativo di Salina che vive a Melbourne. A Lipari cresce anche il partito dei cittadini che non vogliono votare alle prossime elezioni amministrative, visto che alle Eolie “si muore prima di nascere” perché all’ospedalel a Regione ha chiuso il punto nascita. Per martedi’ il presidente Pippo Laccato ha convocato una riunione straordinaria della commissione regionale alla sanità.