Lipari: aggrediti villeggianti, emessi 11 avvisi di garanzia

1 novembre 2011 Salina News - Eolie News

Sette degli 11 indagati, Gabriele Cacace 19 anni, già arrestato per altri episodi; Luca Natoli 23 anni, Marco Lo Schiavo 23 anni, Salvatore Pace 24 anni, Gabriele Favaloro 23 anni, Andrea Mantineo 24 anni e Stefano Merlino 38 anni, assieme ad un minore, tutti residenti a Lipari, sono accusati di lesioni gravi nei confronti di due villeggianti messinesi che avevano avuto solo la sfortuna di viaggiare, accompagnati dalle rispettive fidanzate, sulla stessa imbarcazione che all’alba dalla discoteca (ubicata in una insenatura raggiungibile solo dal mare) aveva riportato il gruppo sulla spiaggia di Canneto. E le scene di violenza, dopo le minacce e gli insulti ai danni dei delle due coppie di messinesi iniziati sull’imbarcazione per motivi banali forse a causa del prezzo del biglietto di viaggio ritenuto esoso, si sarebbero verificati – secondo la denuncia – una volta sbarcati a terra nella piazza di San Cristoforo. Gli aggressori che sono accusati di aver lanciato pietre e colpito una delle due ignare vittime persino con una coltellata all’avambraccio, avrebbero avuto campo libero anche perché hanno potuto contare su presunte complicità locali. Infatti altre tre persone, tra cui i gestori di un ritrovo, avrebbero negato quanto denunciato dagli aggrediti e, per questo, sono indagati per false dichiarazioni e favoreggiamento personale. Si tratta di Roberto Mezzapica e del figlio Marco Mazzapica, nel cui locale i due aggrediti, feriti anche da una coltellata, assieme alle rispettive fidanzate avevano trovato rifugio. I due gestori, interrogati dai carabinieri, affermavano di non aver mai assistito ad alcun atto di violenza e tanto meno di lancio di pietre contro lo stesso locale e un’auto risultata danneggiata. Dello stesso tenore la dichiarazione di un avventore del locale, Valentino Sebastiano Trovato, il quale anzi asseriva che invero sarebbero stati gli aggrediti a rivolgere le violenze agli aggressori. Le vittime invece hanno riportato trauma cranico e diverse fratture delle costole, fratture ai denti e ferite lacero contuse, oltre a quella del taglio da coltello. Per questa vicenda solo per Gabriele Cacace scattò inizialmente l’obbligo di dimora con l’ipotesi di tentato omicidio, poi trasformata in lesioni. Infine il padre di quest’ultimo, Roberto Cacace è indagato per oltraggio a pubblico ufficiale. Gli indagati, difesi dagli avv. Angela Pino, Filippo Barbera, Gaetano Orto, Alfio Ziino, Chiara e Vincenzo La Cava, avranno 20 giorni per chiedere eventualmente di farsi interrogare o presentare memorie difensive.

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