Isole Eolie: preoccupazione terremoto,sotto osservazione una vasta area tra le Eolie e il Mamertino

23 maggio 2012 Salina News - Eolie News

anche Milazzo. L’inchiesta ha raccontato quali sono le previsioni, come sta avvenendo il monitoraggio sugli eventuali terremoti e in quale situazione versano gli impianti RIR, acronimo questo che sta ad indicare il Rischio di incidente rilevante. In Italia la normativa sulla questione è ancora in una fase embrionale. Alessandro Martelli, direttore dell’Enea di Bologna, ha anche spiegato in modo chiarissimo qual è lo “stato dell’arte” sulla previsione dei terremoti, evidenziando benissimo che “le previsioni in senso stretto cioè dire che un evento di magnitudo “x” avverrà nel luogo “x” il giorno “x” è assolutamente impossibile al giorno d’oggi, ma quello che si può fare è prevedere con una certa probabilità di azzeccarci che un terremoto possa avvenire in un certo periodo di tempo (qualche mese, almeno, o un anno) in una zona normalmente abbastanza estesa come dimensioni, quindi si tratta in ogni caso di qualcosa che potrebbe anche non verificarsi”. E lo stesso Martelli parlano di ipotesi di intensità pari a 7,5 in Calabria e in Sicilia ha detto che l’energia rilasciata sarebbe maggiore migliaia di volte rispetto al terremoto di L’Aquila. L’inchiesta ha anche raccontato quali sono le previsioni, come sta avvenendo il monitoraggio sugli eventuali terremoti e in quale situazione versano gli impianti RIR. «La storia della Calabria e della Sicilia – ha affermato lo scienziato Vladimir Kossobokov – ci racconta che nella zona gli eventi sismici potrebbero essere devastanti come quello del 1908. Nel dibattito sono anche intervenuti Carlo Doglioni, docente di Scienza della Terra dell’Università di Roma, Antonella Peresan, ricercatrice dell’Università di Trieste, Giuliano Francesco Panza, professore di sismologia dell’università di Trieste, Vladimir Kossobokov, scienziato dell’Accademia delle Scienze Russa i quali hanno sottolineato che «le informazioni vengono dalla sismologia, geologia, geochimica dei fluiti da una serie di parametri che possono aiutarci in un approccio multidisciplinerare le aree di maggiore sistematicità». «Siamo in una zona in cui il rischio c’è – ha aggiunto il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina, Santi Trovato. Un’area che risulta categoria sismica molto elevata, con pericolo di maremoto. Per affrontare queste problematiche nel mese di febbraio abbiamo stipulato un protocollo d’intesa col Comune di Milazzo, che punti anche a monitorare le criticità ambientali e sismiche, allargando l’intesa alle aree industriali». La parte morfologica è più pericolosa a Milazzo rispetto a Priolo – ha affermato invece il prof. Michele Maugeri docente geotermica Università Catania – e amplificazioni sismiche scaturiscono dalle caratteristiche di questa tipologia di terreno». E proprio ieri da Milazzo l’associazione Adasc ha annunciato di aver inviato una nota al Ministero dell’Ambiente, per chiedere di avviare dei controlli all’interno delle industrie ricadenti nell’area ad elevato rischio di crisi ambientale in modo da accertare le specifiche proprietà antisismiche degli impianti. Stesso livello di allerta che l’associazione presieduta da Peppe Maimone chiede venga prestato dai sindaci dei comuni del comprensorio, affinchè sollecitino i controlli e prevedano delle prove di evacuazione per i cittadini.(Gazzetta Del Sud- Giovanni Petrungaro)