Il sindaco di Lipari scrive a Lombardo per il taglio dei trasporti,annunciando forme di protesta

24 gennaio 2012 Salina News - Eolie News

il ricorso, da parte dello stesso governo regionale, all’istituto della riduzione del quinto d’obbligo nell’ambito dei contratti di fornitura di beni e servizi e tra questi quelli inerenti ai servizi marittimi. I collegamenti marittimi da e per le isole minori siciliane, dunque, sono posti a rischio tagli e ciò sarebbe emerso anche dal tavolo di concertazione richiesto, ed avviato dalla Regione con le parti sociali, le associazioni, ed i sindacati e che culminerà nel prossimo incontro con gli enti locali. Prima di introdurre il tema di fondo oggetto della presente missiva, non appare retorico ricondursi alle già note preoccupazioni manifestate riguardo al settore in argomento che costituisce uno dei volani fondamentali per la crescita economica. Si è già detto, infatti, che in una epoca segnata da profonda crisi, maggiormente avvertita in località a prevalente vocazione turistica, come le nostre, si rimane quasi impotenti, soccombenti e prostrati innanzi alla impossibilità di programmare e di fruire di quei collegamenti essenziali che costituiscono per realtà plurinsulari, quali le Eolie, l’unica forma di accesso e di collegamento alla terraferma. Troppi gli interrogativi posti nel tempo, privi di risposte concrete, ma una sola conseguenza: il diritto ad un vivere civile e, con esso, il diritto al sano sviluppo della persona ed alla crescita sociale ed economica, sono sempre più vilipesi e calpestati. Qualora il sostanziale intervento regionale – che ha individuato proprio nei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane una delle voci su cui procedere a tagli – venisse mantenuto, gli effetti si tradurrebbero, inevitabilmente e nell’immediato, non solo in una inaccettabile riduzione dei trasporti, a fronte di una rimodulazione dei contratti di servizio in essere con le compagnie di navigazione, ma anche in una pericolosa consequenziale contrazione del lavoro, dei consumi, della produttività e della crescita. Se i collegamenti marittimi, su cui la Regione Sicilia interviene per garantire qualità e sicurezza, subiranno una riduzione, in stretta connessione caleranno anche i livelli di competitività turistica e commerciale dei territori e si verrebbero a registrare minori flussi turistici: un ennesimo colpo mortale all’economia di quelle aree e, più complessivamente, all’economia di tutta la regione. Non va trascurato, peraltro, che in seno alle borse del turismo, nazionali ed internazionali, gli itinerari orari dei collegamenti marittimi sono stati oggetto – nell’ambito dell’azione di promozione di immagine e diffusione dei servizi offerti in termini quantitativi e qualitativi – di pubblicizzazione sino al prossimo 2013, ossia sino alla data di scadenza naturale dei contratti di servizio tra Regione e società private e, pertanto, un eventuale intervento modificativo in materia, anche legislativo, non sarebbe coerente con la politica di promozione turistica delle isole che vedrebbe vanificati principi, intenti e finalità di crescita e di sviluppo. Effetti sicuramente devastanti ed ulteriormente posti a mortificazione di contesti insulari unitari o complessi, come il comprensorio delle Eolie già pesantemente compromesso da note problematiche emergenti, sottomesso ad un incessante stato d’emergenza, mentre abbisogna, invece, di “attenzione e cure particolari”. Si tratterebbe dell’ennesima morsa inflitta ai governi locali ed alle loro popolazioni, già piegati da profonde crisi di gestione politico-amministrativa a fronte delle ristrette risorse finanziarie, per i drastici tagli ai trasferimenti, che si ripercuotono negativamente sulla formazione dei bilanci comunali, e dei vincoli imposti dal Patto di Stabilità Interno, proibitivi per Comuni come il nostro, cui fanno capo ben sei isole popolate e particolarmente disagiate. E’ notorio che le isole rappresentano una realtà estremamente complessa, delicata, certamente diversa da altre e le comunità locali, nella fornace delle incertezze, vedono ancora minata la dignità della persona per la costante privazione dei diritti fondamentali posti a presidio del soddisfacimento dei bisogni primari (salute, istruzione, sicurezza, giustizia, lavoro) ossia di quei diritti che, unitamente all’uguaglianza sostanziale di cui all’art.3, trovano fondamento nei principi sanciti dalla carta costituzionale e rappresentano, oltretutto, beni di rango superiore tutelati dalle fonti comunitarie. Alle popolazioni insulari troppo spesso viene negato il godimento di tali diritti nel rispetto della continuità territoriale e della domanda di mobilità dei cittadini. Ciò accadrebbe ancora nell’ipotesi di ulteriore contenimento dei servizi di collegamento via mare. Anche se la congiuntura economica del momento, oltremodo drammatica, impone sacrifici e generali riduzioni di spesa pubblica, un comparto importante come quello dei trasporti marittimi non può essere gestito esclusivamente in termini di mera produttività e di risparmio, laddove i relativi costi debbono considerarsi socialmente utili e doverosamente assorbibili. Si ritiene dovere esternare il convincimento che anche questa materia delicata abbisogni di un approccio corretto e debba necessariamente muovere da un approfondito esame della struttura sociale ed economica del territorio e dalla insopprimibile esigenza di salvaguardare diritti irrinunciabili, sopra enunciati. Per le argomentazioni sopra svolte, si dichiara, con fermezza, di non condividere la manovra del governo regionale volta ai tagli di spesa nel comparto dei collegamenti marittimi da e per le isole siciliane e, tra queste, le Eolie, e che sarà sostenuta ed avviata ogni forma di legittima protesta per contrastare improvvide azioni a ciò indirizzate, a difesa degli isolani e dello sviluppo territoriale.

IL SINDACO (Dott. Mariano Bruno)

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