Filicudi: tesori sommersi ed ipotesi di lavoro

1 ottobre 2012 Salina News - Eolie News

del Politecnico di Torino, e Alessandro Ferrero del Politecnico di Milano.

NO ALLA CORROSIONE IN MODO ECO – Tra i risultati più interessanti di questo progetto, gli inibitori di corrosione green da impiegare per la conservazione del bronzo con cui sono realizzati oggetti di pregio. Grassini, docente di chimica e tutor del progetto spiega: «Si tratta di prodotti derivati da estratti vegetali che non contengono gruppi amminici, presto i risultati dei test di efficacia saranno pubblicati». Inoltre, sono state trovate soluzioni innovative per la conservazione sul posto di legno, pietra e metallo. Quest’ultimo è il più colpito dall’aggressione dei sali disciolti in acqua marina. Per questi reperti si è pensato di utilizzare alluminio o magnesio anodizzato sulla superficie degli oggetti. «L’effetto della coppia galvanica fa sì che, associando a un oggetto in metallo nobile (che si intende conservare), un metallo meno nobile quest’ultimo si corrode più rapidamente», aggiunge Grassini. «Di contro, l’oggetto di interesse si conserva più a lungo. Se si fa passare una corrente si può avere una protezione più a lunga durata». Questa soluzione ha un doppio vantaggio: semplicità di applicazione e del rispetto dell’ambiente circostante, ed evita che gli oggetti vengano rimossi e riposizionati.

VISITA SICURA – Perché il sub non vada «fuori rotta» è stato pensato un sistema di idrofoni: dispositivi che inviano un segnale acustico se ci si allontana dai percorsi di visita previsti. Coerentemente con i principi dell’eco-sostenibilità e del minimo intervento, hanno un impatto praticamente nullo sull’ambiente e sul contesto archeologico. Per la sicurezza dei sub, si è inoltre pensato a un percorso illuminato da cavi in fibra ottica. Due le possibili alternative per la fornitura di energia: i pannelli fotovoltaici o lo sfruttamento del moto ondoso.

DIVENTERÀ REALTÀ? – Sabrina Grassini conclude: «Perché si passi a una dimensione applicativa è necessario che ci siano finanziamenti e che siano rilasciate autorizzazioni. Saremmo contenti di poterlo mettere in atto ma, in ogni caso, potrà essere la base di partenza per la presentazione di ulteriori progetti didattivi e di ricerca”.

Maria Rosa Pavia