Filicudi: col mare calmo affonda il porto

10 ottobre 2011 Salina News - Eolie News

La scoperta è stata fatta ieri mattina, di buon ora, dagli isolani i quali non sono rimasti stupiti per l’accaduto. Neanche di fronte al “replay” di un film già visto lo scorso 11 agosto . Gli esperti del luogo, infatti, ma anche i comandanti dei mezzi marittimi hanno sempre sostenuto che quelle opere finanziate dalla Regione con circa un milione di euro andavano fatte in maniera diversa. Cioè, come progettato in origine: con i cassoni necessari, da posizionare alla sinistra della testata della banchina ( per intenderci lato hotel Phenicusa). Nessuna critica agli operai della ditta Campione di Agrigento che si occupa dell’esecuzione delle opere; i lavori , ripresi proprio dai danni di metà agosto a settembre, stavano procedendo in maniera spedita tanto che si ipotizzava la consegna molto prima delle fine dell’anno. Ora, le cose cambiano. Devono cambiare. Perché anche con le correzioni apportate agli elaborati del Genio civile opere marittime di Palermo quell’intervento di messa in sicurezza, già segnalato alla Corte dei Conti da un comitato spontaneo di isolani per l’inutilità, e tanto ostinatamente portato avanti, rappresenta oltre che un evidente spreco di denaro pubblico, anche una macchia nella credibilità dei progettisti e dello stesso Genio civile. Un intervento per il quale, va anche ricordato, da fine giugno in poi è stata gettata un’isola in subbuglio con lo spostamento di tutte le operazioni marittime commerciali nello scalo alternativo di Pecorini, ad 8 km di distanza, con l’ aumento del traffico autoveicolare su una provinciale caratterizzata da pericolose curve e delimitata in più punti da muri a secco. Ma sulla vicenda c’è di più: lo scorso 25 agosto, poco dopo, quindi, il primo crollo dei cassoni, il Consiglio Comunale di Lipari chiese su proposta di Pietro Lo Cascio di Sel e all’unanimità l’immediata convocazione del R.U.P. per fornire adeguata informazione e relazione sullo stato dei lavori e su quanto si è verificato nel corso dell’esecuzione degli stessi. Ed ancora per chiarire i passaggi tecnico-amministrativi che hanno portato alla scelta dell’attuale assetto progettuale in variante delle previsioni originarie, nonché per la decisione di avviare gli stessi nel luglio di quest’anno, pur consapevoli del disagio procurato da lavori portuali effettuati nello scalo principale nel pieno della stagione turistica. Lo stesso Consiglio con quell’ordine del giorno impegnava il Sindaco di Lipari e i funzionari degli uffici di competenza a un’urgente verifica tecnica per fare luce sulla correttezza di esecuzione dei lavori con particolare riferimento alle modalità di collocazione, ancoraggio e riempimento dei cassoni, e alla tipologia dei cassoni utilizzati e di inoltrare alla Procura Regionale della Corte dei Conti e agli Enti tecnici di competenza i risultati di tale verifica qualora si ravvedano difformità dalle previsioni progettuali. Il Consiglio comunale , successivamente, è stato più volte convocato dal presidente Pino Longo ma di chiarimenti in aula, su quel primo crollo della struttura, non ne sono mai arrivati. E neanche sulle verifiche tecniche eseguite di seguito. Oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo.