Le isole Eolie: mito, leggenda e storia

16 dicembre 2010 Isole Eolie Cenni Storici

Il mito, la leggenda e la storia si sovrappongono e si mescolano di continuo nel lento evolversi degli eventi che hanno visto protagoniste nei millenni le isole Eolie. Le Eolie da sempre al centro delle principali rotte commerciali del Mediterraneo, vicine allo stretto di Messina, bellissime, fertili, ricche, ma costellate di crateri attivi e da manifestazioni vulcaniche che le rendevano temibili, fin dalla notte dei templi,  le Eolie hanno attratto e respinto l’uomo, che ha avvolto quegli scogli neri in un ‘aura di mistero e di mito, in un misto di esaltazione e paura.

Lo storico e geografo greco Strabone, ne enumera sette: Ericodes, Strongyle, Lipara, Vulcania, Didyme, Phoinkodes ed Evonimos, Omero canta Lipari come l’isola felice dove “attorniato dai suoi dodici figli, sei maschi e sei femmine, regno’ Eolo, l’amico degli dei”; le isole erano anche regno dei venti Auster, Aquilon e Zephri che Eolo dono’ ad Ulisse ( come si puo’ leggere nel X libro dell’Odissea), rinchiusi in otri che i suoi uomini aprirono per curiosita’, causando  il naufragio e la morte di tutto l’equipaggio a esclusione del suo capo, Vulcano era l’isola funebre dove venivano seppelliti i morti, nessuno aveva osato abitare in quella che era la sede del dio Efesto, poi divenuta per i romani Hiera’, la sacra, in eta’ cristiana considerata addirittura l’auitentica bocca dell’inferno.

Spesso leggenda e storia hanno coinciso, cosi grazie all’interpretazione di un testo di Diodoro Siculo in cui vengono narrati dei fatti non altrimenti documentati, l’archeologo Luigi Bernabo’ Brea  ha potuto identificare negli Ausoni il popolo che nel 1270 a.C. giunse nelle isole dalla Campania, ha trovato perfetta corrispondenza fra i dati desunti dagli scavi  stratigrafici sulla Rocca di Lipari con quanto scrive lo storico greco : “ Dicono che le isole Eolie nell’antichita’fossero deserte, ma che un certo Liparo, figlio del re Auson, venuto in discordia con i fratelli e disponendo di navi e soldati, sarebbe fuggito verso l’isola che da lui prese il nome, quando egli era ormai vecchio, sarebbe giungo a Lipari con altri compagni, Eolo, figlio d’Ippote che avrebbe sposato la figlia di Liparo”.

E’ sempre Diodoro Siculo a raccontare degli onidi, che, scampati a una sfortunata spedizione a Lilibeo si sarebbero fermati a Lipari, trovandovi circa 500 superstiti discendenti della stirpe di Eolo, i quali avrebbero aderito all’invito di quest’ultimi di stabilirsi nell’arcipelago per cercare di contrastare le scorribande degli etruschi; anche in questo caso gli scavi stratigrafici effettuati sulla Rocca di Lipari hanno avvalorato il racconto leggendario, provocando l’arrivo di genti elleniche in quel periodo storico.

Col passare dei secoli il limite tra miti, leggende e storia diviene sempre piu’chiaro e netto, luoghi, emozioni, itinerari tramandati da storici, scrittori e visitatori diventarono sempre piu’precisi e riconoscibili e in tantissimi casi perfettamente ripercorribili.

La monumentale opera di Ludwig Salvator di Asturgo Lorena, Die Liparichen  Inselm, è un resoconto dettagliato ed esauriente sulle Eolie, fornisce senza dubbio un contributo fondamentale per conoscere le isole com’erano e la vita delle genti eoliane alla fine dell’800.