Salina: rubrica settimanale della Biblioteca di Malfa “Due millenni di storia eoliana”

4 maggio 2015 La Biblioteca Comunale di Malfa

 

Il libro è arricchito da foto d’epoca di Antonio Brundu e da riquadri sugli avvenimenti più importanti. “Nel contesto – conclude l’autore – vi sono allegati che comprendono la sintesi della storia generale, degli anni santi, le eruzioni dello Stromboli, facendo desumere come la storia civile e quella ecclesiastica si intersecano a tal punto che non si capirebbe l’una senza la conoscenza dell’altra”.

Così scrive Mons. Adornato nella sua presentazione:


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“Cosa avvenne a Lipari mentre la Chiesa tesseva la sua storia , nei primi secoli, nel Medioevo, nell’età moderna e nell’età contemporanea? Quale influenza hanno avuto nelle Eolie le eresie, gli scismi, i Concili Ecumenici, i Padri della Chiesa, il Monachesimo, l’inquisizione, le Crociate, gli Ordini Mendicanti, la Riforma Protestante e la Riforma Cattolica? La descrizione sintetica dei momenti fondamentali dei due millenni di storia eoliana si prefigge di proporre stimoli, essenziali per la loro interpretazione.

Noi abbiamo bisogno di guardare indietro, chi siamo stati, per capire chi siamo, ma anche guardare avanti, altrimenti tutto diventa privo di senso. Sarebbe forse più povera la nostra vita senza questa ricerca storica.

Quali le aspettative al volgere dei millenni?

Particolarmente, nelle Eolie, tutto è collegato nella vita della Chiesa attraverso le età e, se si vuole scoprire il senso profondo, si deve cercare di afferrare il vincolo che esiste, in ogni tempo, fra le idee dogmatiche e le prescrizioni canoniche, da un lato e la realtà sociale, politica, ed economica, dall’altro.

Lo studio accurato degli avvenimenti e dei personaggi che qui vengono soltanto elencati, può fare rilevare il nesso causale di ogni singolo fatto, l’accertamento dei movimenti degli agenti umani e il conseguente giudizio su personaggi e movimenti di intere epoche, che vanno al di là della semplice constatazione dei fatti.

Sarà capacità di ognuno di noi, poi, riconoscere che i criteri di valutazione di personaggi ed avvenimenti non possono essere presi dal presente, ma devono adattarsi al grado di sviluppo storico raggiunto, in quel momento, dalla società in genere e dalla società eoliana in particolare.

Fallimenti e peccati degli uomini, per questo, certo, non possono essere minimizzati, nè la responsabilità umana può essere annullata: vi sono colpe storiche e meriti storici.

Tuttavia il giudizio espresso dalla storia, in genere, non è un processo alla storia medesima.

La descrizione sintetica dei momenti fondamentali dei due millenni di storia cristiana si prefigge di proporre stimoli essenziali per la loro interpretazione.

Ovviamente, i limiti del presente lavoro indicano, solo, alcuni “flash”, che richiedono approfondimenti mediante ricerche personali.

Questo piccolo lavoro vuole, perciò, essere uno stimolo a riferirsi a specialisti dotati, e desumere dai lavori, già pubblicati, le conclusioni che si impongono e cercare di colmare, nel caso, lacune ancora esistenti.

Come la “Questione Siciliana” è alquanto diversa dalla “Questione Meridionale”, così anche la “Questione Eoliana” presenta connotazioni proprie, non sempre corrispondenti a quelle della “Questione Siciliana”.

Certo è anche liparese la caratteristica di essere la Sicilia la sola regione d’Italia dove si ebbe una conquista, quella dei Normanni, sui Musulmani e dove la restaurazione ecclesiastica, che era pressocchè distrutta, fu effettuata ad opera di quello che, oggi, diremmo potere civile.

Valga per tutti la pagina di Ruggero II e l’Abate Ambrogio, con i conseguenti diritti particolari del sovrano e quel singolare istituto che fu la Legazia Sicula.

Anche qui Lipari dimostra capacità del tutto singolari: recalcitra in modo veemente contro questa Legazia, con i suoi continui appelli a Roma, trascinando nel vortice altre Diocesi Siciliane.

Non si capirebbe, altrimenti, la famosa “Controversia Liparitana”.

Il dazio dimostra sui ceci del Vescovo di Lipari ed i cosiddetti abusi del governo borbonico ed italiano erano semplice occasione e pretesto per la revoca della Legazia di Sicilia.

Nutriamo la presunzione che queste aride date giovino a far riflettere, anche, sulle infinite controversie intorno al foro ecclesiastico, al conferimento dei benefici e alla stessa istituzione delle Confraternite, che rappresentano, almeno fino a ieri, le consuetudini e la vita delle nostre popolazioni.

Un rilievo particolare si è voluto dare alle vicissitudini della guerra del ’39 – ’45.

Si sono ricordate, in modo più dettagliato, le date delle campagne più importanti, dei momenti decisivi, degli orrori dei campi di sterminio, dei personaggi più famosi, che influiscono sul secondo conflitto mondiale.

Molti di noi, direttamente o indirettamente, abbiamo vissuto quel dramma immane, durato sei interminabili anni.

Vogliamo proporre, perciò un’occasione per una meditazione seria ed attenta per quegli avvenimenti di portata mondiale, che restano vivi nella coscienza e nel ricordo di milioni di uomini, ancora oggi, quando molte lacrime non sono state asciugate e molto dolore continua ad essere vissuto.

Noi siamo sospesi fra passato e futuro.

Niente è così presente e così nostro quanto il passato.

Noi siamo le nostre memorie, alcune sbiadite, altre nitidissime, ma siamo, anche, il nostro futuro, dimensione propria dell’esistenza umana.

 

Noi abbiamo bisogno di guardare indietro, chi siamo stati, per capire chi siamo, ma, anche, guardare avanti, altrimenti tutto diventa privo di senso.

Sarebbe forse più povera la nostra vita senza questa ricerca storica.

E la ricerca, spesso, deve avvenire proprio ai crocicchi delle strade della storia, anzi, può persino essere condotta facendo passare allo staccio la polvere della terra, alla ricerca di una pepita di luce.

Essa, allora, non sarà evasione, nostalgia, oblìo, illusione, che sono strade di alienazione, che spengono l’impegno, dissolvono la realtà, cancellano le risposte che ognuno di noi è chiamato a dare all’interno della sua vicenda storica.

In queste pagine, il baricentro dell’elenco è costituito dai nomi “famosi” di coloro che hanno avuto “voce nella storia”, ma il pensiero è rivolto all’immensa “umanità silenziosa”, che non ha fatto notizia, che non è registrata negli annali e sulle epigrafi, ma che, col suo lavoro, silenzioso e recondito, col suo modesto e fedele impegno, ha sostenuto, alimentato e reso famosa due millenni di storia eoliana”.