SalinaDocFest: ad Ascanio Celestini il Premio Ravesi Dal Testo allo Schermo 2015

17 settembre 2015 Eventi e Manifestazioni Salina

gli altri già facciamo parte della stessa storia. dichiara Celestini – Per questo non penso di essere uno che racconta i vinti o gli umili. Io cerco di occuparmi semplicemente dell’essere umano. In un detenuto o in un internato nel manicomio, in un alcolista o in un immigrato mi pare che l’umanità sia più leggibile. ...Tutte le storie sono fatte di persone, di indecisioni e contraddizioni, di dubbi e slanci. Se ci guardiamo dentro finiamo per trovarci le nostre stesse passioni.”


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La serata si chiude con la proiezione in anteprima del suo ultimo film, Viva la sposa (Italia/Francia/Belgio – 2015, 85’), presentato a Venezia il 7 settembre nella selezione ufficiale delle Giornate degli Autori.

Il film è la storia di Nicola e di tanti altri personaggi che incontra per un destino o per caso come in un road movie. ?Perciò è anche la storia di Sabatino che truffa le assicurazioni provocando incidenti. Pure il Concellino vive truffando le assicurazioni, ma vuole fare carriera.? È la storia di Anna e di suo figlio Salvatore. E anche della madre di Nicola, una donna piccola che prima di morire vorrebbe che suo figlio sposasse Sofia.? È la storia dell’Abruzzese e di Sasà. ?E poi di Marino, che non parla mai, e della bambina ucraina. E in mezzo a tutte queste storie c’è quella dell’americana che gira l’Italia vestita da sposa. Il titolo dice tutto. Viva la sposa! Passa una bellissima donna bionda tra le vite di poveri cristi. Una sposa che fa voltare tutti. Guardare la sposa li aiuta a sopravvivere, ma poi la vita vera è un’altra. Direbbe Wittgenstein che la filosofia è una maniera per distruggere gli idoli. Ma anche un modo per smettere di crearne di nuovi. Eppure… senza idoli facciamo fatica a vivere”. [Ascanio Celestini]

La scrittura di ASCANIO CELESTINI (Roma, 1972) è legata alla ricerca sul campo, all’indagine nella memoria di eventi e questioni legate alla storia recente e all’immaginario collettivo. Radio clandestina, Scemo di guerra, La pecora nera e Appunti per un film sulla lotta di classe, sono alcuni degli spettacoli che rappresenta in Italia e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti, nel 2002 gli viene consegnato il Premio UBU speciale, mentre tre anni dopo ne riceve uno per lo spettacolo Scemo di guerra. Dopo l’esordio alla regia nel 2004 con il documentario Senza paura, ne realizza un secondo tre anni dopo, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Extra, Parole sante, che è anche il titolo di un disco (Premio Ciampi per il miglior debutto discografico). Nel 2010 dirige il suo primo lungometraggio di finzione, La pecora nera, presentato in concorso alla Mostra di Venezia. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi e Donzelli.