“La Sicilia e il mare. Un tuffo nel passato” mostra con reperti eoliani ad Amsterdam

7 ottobre 2015 Eventi e Manifestazioni Eolie

 

L’Archeologia subacquea occupa un posto preponderante all’interno della mostra. Gli oggetti unici e la dimensione mistica delle sale porteranno il visitatore sul fondo dei mari che bagnano la Sicilia. L’impatto con i luoghi di ritrovamento di questi oggetti particolari è quasi fisico.

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La mostra fa comprendere come gli scavi sottomarini vengano eseguiti con tipologie diverse da quelle utilizzate in superficie. E così le ricerche sottomarine fanno spesso riemergere oggetti di bronzo, che negli scavi in terra è più difficile trovare, perché in passato i reperti in bronzo sono stati quasi sempre fusi e ritrasformati in palle da cannone.

La mostra è organizzata dall’Allard Pierson Museum, in collaborazione con la Universiteit van Amsterdam, la Mondriaan Fons, la Regione Sicilia e l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam e consterà anche della mostra fotografica “Arrivo a Lampedusa”, che riporterà prepotentemente alle immagini dell’attualità. Nel corridoio del Museo Allard Pierson gli scatti realizzati dalla fotografa italiana Sara Prestianni presenteranno immagini di grande impatto sul tema dei profughi per mare. Nel suo lavoro, l’artista mette a fuoco la problematica dei profughi e racconta in maniera molto suggestiva i mari che circondano la Sicilia. La mostra testimonia che ancora oggi la Sicilia è un mirabile crocevia di culture.

Passato e presente si incontrano in questa mostra sulla Sicilia e sul mare. Ma non solo.

Se il patrimonio sommerso nelle profondità marine è stato per molto tempo difficilmente recuperabile, se non del tutto inaccessibile, oggi tuttavia grazie alle nuove tecnologie si sono aperte nuove possibilità di recupero. Va detto comunque che si tratta di un patrimonio facilmente danneggiabile e che l’incompetenza spesso e volentieri può arrecare danni.

La mostra “La Sicilia e il mare” testimonia chiaramente che accanto al patrimonio “sulla superficie terrestre”, una parte significativa di tesori si può ritrovare anche sott’acqua. Nel 2001 L’UNESCO ha stilato un trattato per garantire meglio la protezione di questo tipo di patrimonio. Motivazioni di recupero sbagliate, appropriazione indebita o atti sconsiderati possono danneggiare il patrimonio. Anche i diritti di proprietà hanno un ruolo importante e si pongono questioni complesse, come ad esempio se una nave vichinga affondata e recuperata nel Mare Mediterraneo appartenga oggi alla Norvegia o all’Italia.

Aumentare la visibilità e la consapevolezza su questo tema è quindi di grande importanza.

Con le sue foto la mostra “La Sicilia e il mare” riporta la giusta attenzione su questa importante campagna dell’UNESCO. (aise) 

Saranno in mostra – spiega il soprintendente Sebastiano Tusa – rilievi scultorei, armi navali, contenitori commerciali ed altro, inseriti in un contesto descrittivo e didascalico che contribuisce a narrare il ruolo della Sicilia nell’ambito delle rotte commerciali e migratorie del Mediterraneo. Tra i reperti più interessanti, che per la prima volta verranno esposti a livello internazionale, un rilievo scultoreo raffigurante Eracle ed Anteo, proveniente dalle acque del porto di Catania, una lastra bizantina con il simbolo cristiano proveniente dal relitto di Marzamemi a sud di Siracusa, ma anche gli ormai ben noti rostri della Battaglia delle Egadi vinta dai Romani il 10 marzo del 241 a.C.”. Numerosi reperti, inoltre, provengono dalle isole Eolie.