Escursione sull’orlo del cratere ( Monte Fossa delle Felci)

27 gennaio 2011 Escursioni

Salina è l’ideale per gli amanti della natura , del trekking e delle passeggiate, tantissimi gli itinerari che l’isola offre, ma senza ombra di dubbio uno dei piu’ suggestivi ma anche dei piu’ impegnativi è quello che partendo da Lingua risale  fino in cima al monte Fossa delle Felci, lungo il versante sudorientale, per poi discendere di nuovo fino al livello del mare a Santa Marina Salina.

 

Sicuramente
 non è un itinerario per tutti, bisogna essere ben allenati per raggiungere senza troppa fatica la vetta lungo un sentiero  che si mantiene sempre in forte pendenza.

 

Da Lingua si segue la strada verso il laghetto fino all’ultimo incrocio, da qui, a sinistra si puo’ scendere verso il lungomare, mentre sulla destra parte il sentiero che risale il monte verso pizzo di Menavento, dato che l’inizio del sentiero non è segnalato è bene non dimenticare il nome della localita’in cui si trova, “zona Fibula”, cosi’in caso di necessita’ da poter chiedere informazioni.

 

Si procede tra ginestre, gramigna, assenzio arbustivo per decine di metri, dopo una decisiva svolta a sinistra, il sentiero prende a salire, da questo momento in poi il percorso si snoda lungo un’interminabile scalinata scavata nel tufo, spesso in cattive condizioni, camminando si puo’vedere uno straordinario muro a secco costruito interamente con bombe vulcaniche a “crosta di pane”, si attraversano terrazzamenti coltivati ad ulivetu, la salita si fa ancora piu’ripida e si procede tra piante di cisto scornabecco, dai caratteristici fiori bianchi profumati e di papavero cornuto che forma piccoli cespuigli punteggiati di bei fiori dorati.

 

Si è presto sull’orlo del cratere della fossa delle felci, nel cuore della Riserva naturale orientale “Le montagne delle Felci e dei Porri”, proseguendoMalfa-eolie-corbezzoli per questo sentiero che porta al centro del cratere si possono osservare i castagni secolari piantati pare dagli antichi romani, il ricchissimo sottobosco di felci aquiline che danno il nome al monte, alte anche piu’ di 2 m e piante di corbezzolo dalle dimensioni arboree, il sentiero prosegue in salita fino all’orlo del cratere sul versante opposto, da qui si aprono i magnifici panorami su Stromboli e Panarea e sull’intero cratere, che ha un diametro di circa 600m ed è profondo un centinaio, non è raro avvistare falchi della regina, poiane e gheppi.

 

Per ridiscendere verso Santa Marina Salina esistono 2 sentieri entrambi facilmente percorribili e segnalati da cartelli, il primo segue il Vallone del Castagno, il cui fitto bosco è andato distrutto nell’incendio del 1992, il secondo discende verso il Serro Favaloro, si consiglia di seguire il primo, spesso all’ombra di pioppi tremuli, si segue il serru di Missinisi e si attraversano campi un tempo coltivati a legumi e grano, oggi quasi interamente invasi dalla macchia mediterranea,si consiglia di fare attenzione perche’ i gradini potrebbero essere poco sicuri e scivolosi, si incontra un bivio, a sinistra si raggiunge il sentiero del vallone del Castagno mentre a destra si prosegue verso localita’Sierru fino a che questo non raggiunge le prime case di Santa Marina Salina.

barbaggianni-monte-fossa-delle-felciL’impegnativa escursione  al Monte Fossa delle Felci richiede oltre 2 ore per la salita e poco meno di due per la discesa, per i meno esperti esiste una facile via alternativa che parte dal Santuario della Madonna del Terzito.