Escursione nella riserva

6 febbraio 2011 Escursioni

  Per salvaguardare  quanto resta del delicato ecosistema e della biodiversita’  dell’isola, dal 1981 è stata istituita la Riserva naturale orientale delle montagne delle Felci e dei Porri estesa a circa 1600 ettari.

Il percorso  di visita nella riserva si snoda lungo la carrareccia che dal santuario della Madonna del Terzito porta sul fianco della Fossa delle Felci, zona a macchia mediterranea dominata da cisti, ginestre, euforbie, segnaliamo all’interno delle radure la presenza della rara orchidea  Ophrys Lunulata ( endemica siciliana) accanto alle piu’diffuse e conosciute  Serapias e alla comune Orchis Longicorno.

Man mano che si prosegue e si sale di quota ci si imbatte nei primi esemplari di pino marittino e di castagno, fra i quali crescono il Ranunculus Monspeliacus, specie presente solo a Salina, l’Asteracea Hieracium Recemosum dalle corolle gialle.

Giunti sul Monte Rivi  si entra nell’area che molti chiamano dei rimboschimenti , ontani, aceri, ed eucalipti hanno sostituito ampie zone di vegetazione autoctona, al centro della pineta che occupa il fondo del cratere si possono ammirare un gruppo di castagni secolari con folto sottobosco caratterizzato da tappeti di felce aquilina, il questa zona ha trovato il suo habitat naturale il ghiro, un tempo utilizzato dagli isolani a scopo di alimentazione, in cielo si possono vedere spesso e volentieri volteggiare le poiane e si possono osservare anche i falchi della regina, che nidificano sul versante occidentale dell’isola, questa specie che sverna in Madagascar e in estate si riproduce in alcune isole del Mediterraneo, nelle Eolie è il 25% dell’intera popolazione italiana; in passato il loro numero era cosi cospicuo che esisteva il mestiere del falconiere, cioe’ colui che si arrampicava sulle rupi per catturare uova e nidiacei, la colonia piu’numerosa di falchi della regina vive nelle falesie di Filo di Branda ed è osservabile dal mare o percorrendo un sentiero che parte da Rinella.

lingua-laghetto-salmastroDi notevole interesse naturalistico è il laghetto salato di Lingua ( 1 ha di superficie, profondita’ massima 3 m), formatosi naturalmente con l’accumularsi di sabbia e detriti depositati dalle forti correnti marine,  questo laghetto e l’area dell’istmo fra Vulcanello e Vulcano costituiscono le uniche aree umide  dell’arcipelago e rappresentano per molte specie di uccelli migratori un ‘importante area di sosta, se provvisti di binocolo si possono avvistare saltimpali, lui piccoli, pispole e altri limicoli, quelle specie che trovano nutrimento nei fondali melmosi, è il caso di aironi, garzette, nitticore, tarabusi, cavalieri d’Italia, piovanelli e gambecchi che è facile osservare mentre sono intenti  a setacciare la fanghiglia  con i loro lunghi becchi .

Nelle zone delle falesie del cratere di Pollare è possibile osservare i voli spettacolari delle due coppie di falco pellegrino che vi nidificano e la popolosa colonia di rondone pallido che depone le uova nell’arco di pietra chiamato il “ Perciato”. Tra la flora e la fauna di terra, vanno segnalate la lucertola  endemica Podarcis raffonei alvearioi, che vive presso lo scoglio Faraglione e le specie vegetative rupicole che si sviluppano in ambienti rocciosi come il fiordaliso delle Eolie dai vistosi fiori violetto.

Il falco della regina

falco-06Falco Eleonorae, il nome scientifico di questo falconide deriva dalla duchessa sarda  Eleonora D’Arborea, che nel 1392 promulgo’la Carta De Logu, nella quale ne veniva vietata la caccia, costituendo il primo caso di tutela verso gli uccelli rapaci

Riconoscibile per il suo becco grigio  piu’scuro nella punta, lungo circa 40 cm con un’apertura alare che puo’ raggiungere i 130 cm ( la punta delle ali tocca il termine della coda) assumendo due colorazioni diverse chiamate “ fase chiara” e “ fase scura”. Il maschio  del falco della regina si distingue dalla femmina per avere il circolo periorbitale e la base del becco, detta cera, gialli anziche’ di colore celeste; la differenza di dimensioni tra i due sessi è minima.

 Il nido del falco della regina è praticamente inesistente, la femmina depone da 1 a 4 uova, piu’ comunemente 2 o 3 ed eccezionalmente 5, in cavita’ o terrazzini nella maggior parte dei quali è stata notata la presenza di finissimi detriti sabbiosi che costituiscono probabilmente una piu’ accogliente e soffice superficie per le uova, la cova è prevalentemente compiuta dalla femmina; le uova deposte nei giorni di fine luglio inizi agosto, si schiudono dopo circa un mese  e i giovani si involano alla fine di settembre ai primi di ottobre, questo periodo tardivo di nidificazione rispetto agli altri rapaci dipende da un’esigenza alimentare, per l’allevamento dei piccoli i falchi sfuttano il flusso migratorio, mentre nel periodo che va da novembre ad aprile si nutrono di grossi insetti come libellule, coleotteri, farfalle e formiche volanti. Ad appena un mese dalla nascita i piccoli devono essere pronti per affrontare la lunga migrazione verso il Madagascar, nell’arcipelago eoliano nidificano molte coppie di falco della regina.