Eolie:svolta nelle indagini sulla morte di un sub avvenuta a Vulcano

14 giugno 2011 Cronaca Eolie

Sulla base di questi elementi il Gip avrebbe concesso altri sei mesi di proroga alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, che conduce l’inchiesta, respingendo la richiesta di archiviazione. A dare l’allarme fu un ingegnere che dopo avere assistito dal balcone di casa all’incidente informò la guardia costiera. Il testimone racconto di avere notato tre uomini e una donna che si affacciarono dallo specchio di poppa subito dopo l’impatto. L’ingegnere disse anche di essere riuscito a leggere, con l’ausilio di un binocolo, il nome dell’imbarcazione: Nabila. Le ricerche, tuttavia, non approdarono a nulla. Adesso gli investigatori sarebbero riusciti a risalire allo yacht pirata, un Aicon 56 che nell’estate del 2006 era ancora in fase di allestimento. Secondo la ricostruzione del quotidiano torinese il Nabila quel giorno stava compiendo un giro di prova. “I documenti non erano in regola e non sarebbe stata attivata neppure una copertura assicurativa”. Dopo avere straziato con le eliche il corpo del giovane medico, lo yacht sarebbe stato tirato in secco e nascosto in un capannone. I responsabili di una società di charter, avrebbero quindi fatto togliere le lettere con il nome dell’imbarcazione che sarebbe poi stata immatricolata con un altro nome.